L’interruzione volontaria della gravidanza definita “crimine”, con l’imposizione agli studenti dell’obiezione di coscienza in aperta violazione della legge 194, che all’articolo 9 riconosce il diritto del personale sanitario a sollevare obiezione di coscienza esclusivamente in base ad una scelta personale.

La denuncia arrivata da AMICA, l’Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto, e mette nel mirino la scuola di specializzazione in Ostetricia e Ginecologia dell’Università Campus Bio Medico di Roma che usa la parola ‘crimine’ nella Carta delle finalità. In particolare all’articolo 10 della Carta si legge che “personale docente e non docente, gli studenti e i frequentatori dell’Università… considerano l’aborto procurato e la cosiddetta eutanasia come crimini in base alla legge naturale; per tale motivo si avvarranno del diritto di obiezione di coscienza previsto dall’art. 9 della legge 22 maggio n. 194”.

Il caso è stato sollevato in una conferenza stampa alla Camera questa mattina, nel corso della quale è stato presentato un appello al ministro di Università e Ricerca Gaetano Manfredi, e della Salute Roberto Speranza, al quale hanno già aderito medici e associazioni.

Dato che la scuola di specializzazione risulta essere tra quelle accreditate dal Ministero dell’Istruzione per la formazione dei futuri ginecologi italiani, l’associazione AMICA chiede di revocare l’accreditamento “se non sarà assicurato agli specializzandi un percorso completo che comprenda contraccezione e interruzione volontaria della gravidanza, e rispettato il principio di laicità e quello di adeguatezza, che in una democrazia liberale definiscono gli obiettivi dell’insegnamento, che deve basarsi su fatti e conoscenze scientifiche e non su opzioni confessionali”.

LA POSIZIONE DELLA SCUOLA – In una nota pubblicata a seguito delle polemiche la scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’UCBM precisa di seguire “il percorso formativo e le attività professionalizzanti previsti dalle normative vigenti e assicura una formazione completa: per questo viene scelta liberamente dagli specializzandi (pur con i suoi soli 2 posti, sui circa 300 di tutte le Scuole di Specializzazione italiane, risulta quarta nelle preferenze). Gli specializzandi frequentano a rotazione una rete formativa costituita anche da importanti ospedali pubblici, con la possibilità di seguire tutte le attività lì svolte”.