L'allarme
Allarme Epatite A a Napoli, tutto quello che c’è da sapere senza andare nel panico e generare psicosi
Dal mese di gennaio ad oggi l’Asl Napoli 1 Centro ha registrato 65 casi di epatite virale da virus A, malattia infettiva a trasmissione orofecale, con un incremento di 10 volte rispetto alla media delle segnalazioni nello stesso arco di tempo negli ultimi 10 anni e 41 volte la media nell’ultimo triennio. Nello specifico il numero dei casi registrati sono stati 3 a gennaio, 19 a febbraio e 43 dall’1 al 19 marzo.
Epatite A, l’ordinanza del sindaco Manfredi
Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza che prevede: divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi presso tutti gli esercizi pubblici, inclusi i locali di vicinato con consumo sul posto e le attività di produzione per consumo immediato; raccomandazione alla cittadinanza di non consumare frutti di mare crudi nemmeno presso il proprio domicilio; adozione di buone pratiche. L’ordinanza dispone un immediato rafforzamento dei controlli da parte degli organi preposti. Le violazioni saranno punite con sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 2.000 a 20.000 euro. In caso di recidiva, è prevista la sospensione dell’attività da 1 a 30 giorni e la successiva revoca del titolo autorizzativo. Le misure resteranno in vigore fino a nuova valutazione del quadro epidemiologico da parte dell’ASL Napoli 1 Centro.
Epatite A, controlli nei mercatini “anonimi”
Contestualmente si stanno concentrando nei ristoranti, nelle pescherie ma anche nei mercatini “anonimi” dove si vendono ortaggi privi di tracciabilità i controlli del Nas di Napoli, coordinati dal comandante Alessandro Cisternino, scattati qualche giorno fa dopo l’aumento dei casi di Epatite A e dei ricoveri nell’ospedale Cotugno del capoluogo partenopeo. Le ispezioni dei carabinieri riguardano i punti di ristoro che distribuiscono frutti di mare e sushi tra Napoli e provincia sono state precedute da una mappatura; sono iniziate alcuni giorni e oggi il sindaco Gaetano Manfredi ha vietato il consumo di frutti di mare crudi nei locali pubblici. Le operazioni, concordate con l’unità operativa di prevenzione e sanità pubblica veterinaria della Regione Campania, consistono nel prelievo di campioni che successivamente saranno sottoposti ad analisi nell’istituto zooprofilattico di Portici.
Epatite A, la possibile origine del focolaio
Il focolaio campano potrebbe essere strettamente correlato ai fenomeni meteorologici estremi dei mesi scorsi con le forti e prolungate piogge invernali che avrebbero causato esondazioni e contaminazioni fecali in alcune aree marine, portando alla positività del virus in diversi lotti di mitili.
Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, spiega che “non stiamo parlando di una malattia grave nella maggior parte dei casi, ma di un problema che nasce da falle evitabili: controlli insufficienti e comportamenti a rischio, soprattutto sul fronte alimentare. I molluschi crudi continuano a essere uno dei principali indiziati. Il messaggio è semplice: non serve allarmismo, serve responsabilità. Più controlli nella filiera, più attenzione da parte dei cittadini. Perché questi focolai non sono inevitabili: si possono prevenire. La situazione è sotto controllo, ma abbassare la guardia sarebbe un errore”.
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