La vicenda
“Annullato il referendum. Gratteri confessa”, pesce d’aprile querelato: il caso Piscitiello e la notifica flash
Rino Piscitello, già parlamentare per quattordici anni e oggi direttore della testata La Nazione Siciliana, si trova al centro di una vicenda che affonda nell’assurdo. Il primo aprile il suo magazine pubblica un articolo dichiaratamente satirico, un classico Pesce d’aprile: titolo paradossale — “Annullato il referendum. Gratteri confessa” — e, soprattutto, esplicita avvertenza nel testo che si tratta di uno scherzo, ribadita più volte per evitare qualsiasi equivoco: «Si tratta ovviamente di un Pesce d’Aprile. Nulla di quanto riportato è vero. Quindi, se avete votato Sì non illudetevi, non ci sarà la rivincita».
Finita lì? Neanche per idea. Perché con la tempistica di un blitz vero e proprio, al direttore de La Nazione Siciliana viene recapitato già ieri, venerdì 3, a 48 ore dall’uscita del giornale, la notifica di una querela per diffamazione “con riferimento a un articolo pubblicato il giorno 1 aprile”. L’unico testo indiziato, per quanto possa sembrare incredibile, è quello esplicitamente satirico del Pesce d’aprile.
Sembrerebbe che il querelante sia l’unico a non essersi accorto del contenuto satirico, evidentemente scherzoso. Dagli elementi disponibili non è formalmente indicato il querelante. La stessa notifica, peraltro, appare anomala: comunica l’esistenza di indagini per diffamazione aggravata (art. 595, comma 3), ma senza ulteriori dettagli sostanziali.
Piscitello, divertito e giustamente incredulo, sottolinea l’inconsistenza della vicenda: tra gli articoli pubblicati quel giorno, solo quello satirico potrebbe essere oggetto di contestazione, mentre gli altri riguardano ordinaria cronaca locale. Il punto, dunque, è uno solo: una querela su un contenuto esplicitamente dichiarato come umoristico.
Il caso si inserisce in un contesto già segnato da tensioni tra il direttore e ambienti giudiziari locali, legate a precedenti articoli critici su temi istituzionali e politici. Ma qui il livello cambia: si passa dalla polemica alla possibile compressione del diritto di satira. E di stampa. Ne sapremo presto di più, la vicenda merita di essere raccontata nei suoi dettagli. Se davvero qualcuno, dalle parti della magistratura, se la fosse presa contro un Pesce d’aprile, non saremmo davanti a una storia giudiziaria – come osserva lo stesso Piscitello — ma alla barzelletta dell’anno.
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