L’ottima notizia che viene dalla Camera è l’approvazione in via definitiva del DDL 2393 che, nell’ambito delle misure volte alla semplificazione e alla qualità della legislazione, ha introdotto in Italia la Valutazione d’impatto generazionale (VIG) delle nuove leggi, una delle proposte l’ASviS  (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) ha avanzato da tempo per rendere le politiche pubbliche più a misura delle future generazioni, in piena coerenza con il principio fondante dello sviluppo sostenibile.

Il disegno di legge di origine governativa, portato avanti dalla Ministra per le riforme istituzionali Elisabetta Casellati, è stato approvato con ampia e trasversale maggioranza parlamentare (255 voti favorevoli, 3 astenuti e 5 contrari) e rende la VIG un obbligo sistematico, affidando al Governo il compito di adottare, entro i prossimi 6 mesi, i decreti legislativi attuativi. La VIG dovrà valutare gli effetti sociali e ambientali delle nuove leggi sulle giovani e sulle future generazioni, anche in attuazione della riforma della Costituzione intervenuta nel 2022, anch’essa su proposta dell’ASviS.

La misura rappresenta un’altra pietra miliare di un percorso che l’ASviS porta avanti ormai da anni, con una costante attività di sensibilizzazione presso le istituzioni. Dopo aver conseguito la storica riforma costituzionale del 2022, che ha introdotto all’articolo 9 “la tutela dell’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”, con questa legge si trasforma un principio in potestà legislativa per il Governo e il Parlamento, anche al fine di evitare possibili incostituzionalità delle nuove leggi. La legge prevede che la VIG sia svolta nell’ambito dell’AIR (Analisi di impatto della Regolamentazione) e che ricomprenda, tra i profili di indagine e valutazione, anche l’impatto di genere delle nuove norme. Inoltre, viene istituito presso la Presidenza del Consiglio un Osservatorio per l’impatto generazionale delle leggi, con funzioni di monitoraggio, analisi, studio e proposta dei possibili strumenti per l’attuazione della legge.

Si tratta di una potenziale rivoluzione nel modo di disegnare le politiche, che risponde esattamente alla logica dell’equità tra generazioni posta alla base del concetto di sviluppo sostenibile. Analogo percorso che peraltro sta facendo la Commissione europea, in vista dell’elaborazione della prima Strategia di giustizia intergenerazionale attesa per il 2026. Il lavoro di advocacy che abbiamo fatto in questi anni di ASviS, mettendo a fattor comune le tante  organizzazioni della società civile che hanno a cuore lo sviluppo sostenibile e le politiche ESG,  raccoglie quindi con l’approvazione della VIG un significativo risultato, tanto più opportuno in un momento in cui la condizione delle giovani generazioni appare indebolita sotto diversi punti di vista: dagli squilibri demografici alle attuali condizioni di disaffezione e sfiducia nelle dinamiche di partecipazione democratica .

D’altra parte, è doveroso che i decisori pubblici si dotino di strumenti moderni e funzionali per abilitare ragazze e ragazzi a contribuire proattivamente allo sviluppo del Paese, disinnescando per tempo il rischio che le legittime aspirazioni di futuro sostenibile si manifestino solamente con proteste antisistema. Si tratta adesso di dare piena attuazione alla VIG e costruire politiche pubbliche all’altezza delle aspettative dei giovani e per assicurare il benessere delle future generazioni, come previsto anche dal Patto sul Futuro sottoscritto dall’Italia all’ONU appena un anno fa.

Filippo Salone

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