In Australia è appena iniziato il primo Slam dell’anno e i tanti tennisti coinvolti hanno scoperto di dover affrontare un avversario non previsto nel tabellone. Si tratta del forte virus intestinale che sta continuando a mietere una vittima dopo l’altra, costringendo gli atleti al ritiro. A far rumore, visto l’attenzione mediatica del match, è stata la rinuncia di Hugo Gaston, primo sfidante di Sinner sul cemento.

Australian Open, un forte virus intestinale costringe i tennisti al ritiro

Il 25enne francese, ancor prima di arrendersi al numero 2 al mondo, al termine del primo set ha assunto un medicinale contro i dolori di stomaco, ma debellato dal dolore è stato presto costretto a dire ‘basta’, correndo in bagno dopo la seconda frazione. “Dispiace vincere così”, ha commentato Sinner, che in passato ha fatto personalmente le spese di alcuni dolori fisici durante un match.

Da Hugo Gaston a Cobolli, ora gli atleti temono il mal di pancia

Gli stessi problemi di Hugo Gaston hanno bussato anche alla porta dell’azzurro Flavio Cobolli, fresco vincitore della Coppa Davis. Poco prima di affrontare all’esordio il britannico Arthur Frey, ha iniziato ad accusare un forte mal di pancia, escludendo un’intossicazione alimentare: “È successo tutto all’improvviso, non è un problema legato al cibo, ho mangiato con grande attenzione. Il dolore è stato terribile”. E così durante il suo match d’esordio ha chiesto di raggiungere il bagno dopo aver perso il primo set, ammettendo di aver preso delle pasticche per limitare il fastidio, percependo di aver perso troppi liquidi. Uno stato di salute che lo ha portato alla sconfitta, contro ogni pronostico.

In Australia si temono anche il caldo e l’umidità

Mal di pancia anche per un altro italiano, Luciano Darderi, che è però riuscito a battere il cileno Garin, soltanto perché i dolori si sono presentati al termine del terzo set: “Per fortuna sono riuscito a resistere: ho vinto e sono andato dritto negli spogliatoi”. Un’influenza che in Australia “gira”, e che mette i bastoni tra le ruote ancor di più rispetto al caldo e l’umidità.

Redazione

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