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Alda d’Eusanio e la mascherina: Giovanna d’Arco o Marchesa del Grillo?

Alda d’Eusanio e la mascherina: Giovanna d’Arco o Marchesa del Grillo?

«Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un c…!», è la battuta cult e distintiva del Marchese del Grillo.

E alla Marchese del Grillo maniera, qualche giorno fa, una signora della TV ha forse rischiato di dare l’impressione di poter essere più uguale degli altri cittadini di fronte alla legge. Cittadini che, sembra numerosi, sarebbero stati spettatori del suo “sbeffeggiare” una pattuglia di finanzieri che, nel corso dello svolgimento di un servizio relativo al contenimento dell’emergenza sanitaria in atto, l’avevano vista senza la mascherina in un bar nel centro di Roma, e quindi invitata ad indossarla. I cittadini avrebbero potuto credere di essere ancora nella Roma papalina del Marchese del Grillo. O in quella di Gioacchino Belli, dal cui sonetto “Li soprani der monno vecchio” viene la frase cult pronunciata dal grande Alberto Sordi, interprete del celebre film. Quando il commissario di polizia lo libera – lui Marchese del Grillo – da un servile poliziotto che lo aveva arrestato assieme ad altri balordi. E che per questo sarà condannato sul posto dal suo commissario a “due mesi di prigione”, poi raddoppiati a “quattro mesi di prigione”, perché “non aveva riconosciuto il Signor Marchese”.

Ma i tempi sono fortunatamente cambiati, e la Guardia di Finanza repubblicana non è la gendarmeria di Pio VII della Roma dell’inizio XIX secolo. I finanzieri non potevano quindi tollerare, peraltro di fronte ai numerosi testimoni, il rifiuto all’invito a rispettare la legge. Ma neppure la risposta della signora, alla loro richiesta delle generalità, di essere “Giovanna d’Arco”. A nulla valendo la sua dichiarata conoscenza di alti generali della Guardia di Finanza, che non hanno affatto intimidito i militari.

Mi riferisco al recente caso, piuttosto patetico, della mascherina della giornalista Alda D’Eusanio. Rimbalzato dalla sua videocronaca unilaterale su Youtube, Facebook e Instagramm, a quelle di RAI1, sabato pomeriggio e di Canale 5, a “Live non è la D’Urso”, domenica sera.

L’intento del suo video, e della sua versione, che si può ascoltare sul web e su molti social, oltre che leggere su diversi giornali, sembra essere palesemente diffamatorio per l’attività di servitori dello stato che stavano facendo unicamente il loro dovere. Chiedendo di osservare le norme – che non sono state scritte da loro – dettate dall’emergenza pandemia. Norme che, non dimentichiamolo, sono a tutela della salute di tutti i cittadini.

Ciò che più mi ha infastidito, nell’atteggiamento della signora, sicuramente inconsapevole di dare l’impressione di voler vestire i panni della Marchesa del Grillo, è stato quello di voler agire davvero come una Giovanna d’Arco. Dichiarandosi nel video a difesa dei “poveri cittadini oppressi” dai finanzieri vessatori che, “contrariamente a lei, che può permetterselo, non hanno i mezzi per pagare la sanzione di 400€ per non aver indossato la mascherina”. Sanzione che, dal comunicato delle Fiamme Gialle, solo dopo il rifiuto ai reiterati inviti ad indossarla, i finanzieri le hanno giustamente applicato.

Almeno è questa l’idea che io, come molti degli spettatori televisivi, e commentatori sui social, mi sono fatto. Grazie anche ai commenti, pacati e fermi di Rita Dalla Chiesa su RAI 1, e quelli ancora più severi di Gianluigi Nuzzi su Canale 5, del comportamento della novella “Marchesa del Grillo”.

Se le cose fossero davvero andate come la signora afferma nel suo video, in effetti, si sarebbe potuto riscontrare un’esagerazione da eccesso di zelo da parte dei finanzieri.  E la mia prima reazione è stata infatti di viva sorpresa.

Ma in epoca di fake dilaganti, di complottisti e terrapiattisti, non bisogna mai fermarsi alle apparenze o a verità unilaterali. Perché sull’onda di tanti agitatori che si ergono di questi tempi a portavoce del popolo, o genericamente “dei cittadini onesti”, a volte si nascondono solo interessi personali o di bottega, che rendendo il servizio alla collettività che si vorrebbe far credere. Collettività che è già stremata dalla pandemia, da una crisi economica epocale, e da norme che – lo riconosciamo – a volte possono anche apparire poco chiare e di non sempre facile applicazione. Da chi svolge per professione un’attività di informazione, e vuole e vuole essere personaggio pubblico, ci aspetteremmo la capacità di porsi come un modello ed anche un esempio. Con maggiore buonsenso, e forse anche maggiore onestà intellettuale.

Grazie soprattutto alla trasmissione di Barbara D’Urso, ed ai commenti di un altro giornalista televisivo, Gianluigi Nuzzi, abbiamo quindi avuto una diversa versione dei fatti da quelli raccontati dalla novella Giovanna d’Arco.

Quindi benissimo hanno fatto i finanzieri ad acquisire le registrazioni della video sorveglianza del locale e raccogliere le testimonianze dei numerosi presenti. Che permetteranno senza dubbio di chiarire la vicenda una volta per tutte.

La D’Urso ha infatti mandato in onda la versione della Guardia di Finanza: “Nella mattinata di ieri – si legge nel verbale – intorno alle 11, una pattuglia del Comando Provinciale di Roma della Guardia di Finanza, nel corso dello svolgimento di un servizio relativo al contenimento dell’emergenza sanitaria in atto, nei pressi di Via del Pellegrino 129, ha rilevato che una persona stava all’interno di un esercizio commerciale senza indossare correttamente la mascherina.

Dopo ripetuti inviti ad indossare il dispositivo di protezione nella maniera corretta, a fronte del suo rifiuto, i militari operanti, solo dopo numerose sollecitazioni a declinare le proprie generalità, hanno successivamente identificato l’autrice della violazione in Alda D’Eusanio e proceduto a verbalizzare l’inadempienza all’art. 3, comma 2 del D.P.C.M. del 26.04.2020”. Nel verbale, la Sig.ra D’Eusanio ha dichiarato che “Era dovuta alla rottura dell’elastico di sostegno della mascherina, avvenuto all’interno del locale” richiedendo in maniera specifica che quanto da lei dichiarato fosse “Rilevabile anche dai presenti al bar.

In realtà, come sin da subito constatato dai militari, la mascherina era perfettamente integra e si sarebbe rotta solo in seguito all’esterno del locale, durante le operazioni di identificazione. Più tardi, in relazione a tale affermazione, i Finanzieri sono rientrati all’interno dell’esercizio commerciale allo scopo di assumere a verbale le dichiarazioni dei presenti che hanno confermato che la Sig.ra D’Eusanio, non indossava il dispositivo di protezione all’interno dell’attività commerciale.

Si conferma pertanto la piena legittimità in punto di fatto e di diritto dell’operato dei militari del Corpo precisando che, solo in un secondo tempo, è intervenuta un’ulteriore pattuglia visto il crescere sul luogo del numero di persone presenti e il comportamento messo in atto dalla Sig.ra D’Eusanio volto a spettacolarizzare l’accaduto. È data facoltà al trasgressore di far pervenire scritti difensivi e documenti al Prefetto di Roma o, in alternativa, chiedere di essere sentito”.

Questa è una bugia – continua ad insistere la D’Eusanio, perché loro sul verbale hanno scritto che la indossavo male… E poi dicono che non la indossavo”. Sulla vicenda è intervenuto severamente Gianluigi Nuzzi, che ha precisato: “le è stato detto più volte di indossare la mascherina, e lei avrebbe risposto: ‘io non la indosso perché sto bene di salute’. E tutte le cose che sto dicendo sono state confermate dagli avventori del bar. Addirittura, secondo alcune dichiarazioni avrebbe insinuando anche di conoscere personalità importanti della Guardia di Finanza. Io penso che se uno sbaglia e mette a rischio la sicurezza pubblica è giusto che sia punito. E noi abbiamo piene le scatole della gente che dice lei non sa chi sono io”. La cosa, secondo Il Giornale, non è stata presa bene dalla D’Eusanio che infastidita minaccia denunce e rifiuta anche l’invito di Barbara D’Urso a tornare la prossima settimana con i testimoni per cercare di capire dove sta la verità.

Se i fatti sono andati come raccontati a Canale5 – e personalmente non ho dubbi di sorta, anche perché sembra essere stato confermato da numerosi testimoni, e immagino lo sarà anche dalle riprese della video sorveglianza – non possiamo che rallegrarci della professionalità dei militari della Guardia di Finanza. Che oltre a fare il proprio dovere, nel rispetto delle norme a tutela della salute di tutti, compresa quella della signora D’Eusanio e del barista, hanno evitato che i numerosi presenti all’evento, diventato piuttosto plateale (come può vedersi dal video) e spettacolarizzato dalla signora, potesse dare l’impressione che la presunta celebrità della giornalista le garantisse l’impunità a fronte di un’infrazione della legge e ad un comportamento che sicuramento non può considerarsi collaborativo con i finanzieri, che l’avevano semplicemente invitata ad indossare la mascherina. E benissimo hanno fatto, di fronte a questi atteggiamenti, a fare intervenire un’ulteriore pattuglia, per la raccolta delle testimonianze.Alla tristezza per un comportamento che, proprio perché tenuto da una persona che, come da lei stesso affermato, dovrebbe soffrire meno di altri la situazione di disagio delle fasce più deboli, e che quindi ci sembra essere meno giustificato dalle indubbie prove psicologiche cui i cittadini sono soggetti da mesi, si aggiungono però due motivi di soddisfazione.

Il primo, è quello di avere avuto conferma che, grazie a Dio, siamo ancora in uno Stato di diritto. Dove tutti sono uguali di fronte alla legge e nessuno è “più uguale degli altri”. E dove anche una presunta celebrità che non ha il buon senso di scusarsi e di indossare come tutti la mascherina, può essere verbalizzata. Senza timore da parte dei verbalizzanti delle sue vere o millantate conoscenze di loro vertici.  E che comunque avrà la garanzia di tutte le presunzioni di innocenza del caso, assieme alla possibilità di difendersi davanti al Prefetto di Roma in via amministrativa. Ma potrà farlo anche sul piano penale, in caso necessario, visti gli sviluppi poco sensati della vicenda.

La seconda è che, seppure con i consueti garbo e correttezza istituzionali, le Fiamme Gialle, anche attraverso un comunicato del Sindacato Nazionale Finanzieri, hanno tempestivamente dato la loro versione dei fatti. Evitando così che la giornalista, approfittando della propria visibilità mediatica, utilizzando anche il servizio pubblico della RAI, fosse la sola a poter fornire la propria versione dei fatti. Rischiando di generare nei cittadini le stesse perplessità che io stesso ho avuto all’ascolto del suono rumoroso della sua sola campana.

La Guardia di Finanza così facendo, seppure al prezzo del tempo sottratto a compiti più delicati nell’interesse dei cittadini, non ha solo difeso la sua onorabilità e professionalità. Che è fuori discussione. Ha svolto un altro grande servizio: quello dell’informazione come servizio per i cittadini. Che hanno il diritto di sapere che sono davvero finiti i tempi del Marchese del Grillo. Che gli italiani amano vedere, e riderne, solo al cinema.

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