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Covid-Tax è un’idea sbagliata, ecco perché

Ambientalista
Foto Roberto Monaldo / LaPresse
13-02-2020 Roma
Politica
Il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti presenta il "Piano per l’Italia"
Nella foto Graziano Delrio, Andrea Marcucci, Nicola Zingaretti, Debora Serracchiani, Andrea Orlando

Photo Roberto Monaldo / LaPresse
13-02-2020 Rome (Italy)
Democratic Party Secretary Nicola Zingaretti presents the "Plan for Italy"
In the pic Graziano Delrio, Andrea Marcucci, Nicola Zingaretti, Debora Serracchiani, Andrea Orlando
Foto Roberto Monaldo / LaPresse 13-02-2020 Roma Politica Il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti presenta il "Piano per l’Italia" Nella foto Graziano Delrio, Andrea Marcucci, Nicola Zingaretti, Debora Serracchiani, Andrea Orlando Photo Roberto Monaldo / LaPresse 13-02-2020 Rome (Italy) Democratic Party Secretary Nicola Zingaretti presents the "Plan for Italy" In the pic Graziano Delrio, Andrea Marcucci, Nicola Zingaretti, Debora Serracchiani, Andrea Orlando

L’idea del partito democratico di inserire un contributo di solidarietà, la cosiddetta Covid-Tax, ai redditi superiori a 80.000, euro è inutile a livello economico ed è sbagliata come messaggio.
Provo a spiegarmi.
Prendendo i dati che sono disponibili sul sito del ministero delle finanze, anche mettendo un contributo molto alto, le maggiori entrate nelle casse dello Stato sarebbero solo di pochi miliardi (edit. secondo il PD l’introito previsto è 1,3 miliardi), che sono tanti soldi, ma che sono lontanissime da quanto perderà lo Stato con il proseguimento della chiusura dal 13 aprile al 3 maggio. Se infatti sono veri i calcoli dello Svimez il prolungamento della chiusura comporterà minori introiti per le casse statali di 13 miliardi.
Questo per l’aspetto economico.
Ma l’aspetto peggiore è quello del messaggio. Leggendo infatti le dichiarazioni di alcuni esponenti democratici che appoggiano questa scelta, l’idea è quella di far pagare il prezzo della crisi a chi ha di più.
Giusto in teoria, ma in pratica le cose non vanno mai così.
A pagare il prezzo maggiore delle crisi economiche sono sempre le categorie più deboli, perché le contrazioni dei redditi che avvengono dopo le crisi sono molto più impattanti per chi ha redditi bassi e perché le categorie più deboli sono quelle che usufruiscono di più dei servizi pubblici, che inevitabilmente dopo ogni crisi vengono ridimensionati. Giusto per limitare la casistica a questi due esempi, ma l’elenco dei motivi potrebbe continuare.
L’unico modo per aiutare davvero tutti, per fare in modo che questa crisi sia meno impattante possibile, è quella di far ripartire prima possibile il Paese.

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