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Da Cuba arrivano i rinforzi, elogio della qualità

Esperto di politiche energetiche e sviluppo commerciale
Da Cuba arrivano i rinforzi, elogio della qualità

Medici allo stremo. Arrivano rinforzi da Cuba”. Così l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha confermato in una conferenza stampa di pochi giorni fa. “Un presidio medico e infermieristico altamente specializzato sarà reclutato da Cuba e impiegato a Crema”.

Ed è così che la Regione Lombardia chiese aiuto a Cuba. Sì, Cuba, una nazione non certo agiata, sottoposta a un significativo embargo che dura da decenni. Ma quando si parla di sanità, quando si parla di necessità, Cuba fa rima con qualità. Perché sì, il sistema sanitario cubano non si basa soltanto sul “Medicare tutti”, peraltro tematica da affrontare, come tutto in questo periodo, con i guanti e senza alcuna mia personale passione storica nei confronti delle istituzioni dell’isola caraibica, bensì il sistema valoriale e comunitario è preceduto da una sostanza fortemente qualitativa, ovvero l’eccellenza della formazione dei propri medici e infermieri.

La scuola di medicina cubana accoglie da decenni studenti da tutti i paesi in via di sviluppo e, grazie a un sistema competenziale solido, li riporta poi nei loro paesi di origine come medici formati e efficienti. La scuola di medicina Latinoamericana (ELAM), ad esempio, è nata per reclutare e formare personale specializzato che possa affrontare i casi di estrema necessità a livello mondiale. È quindi la scuola della vita, della scienza, delle esperienze reali e degli studi che ha reso queste donne e questi uomini così indispensabili anche a migliaia di chilometri di distanza. Le ELAM, in circa vent’anni di esistenza, ha laureato – e formato – oltre settemila medici provenienti da più di quaranta paesi. Oggi sono iscritti oltre novemila studenti da più di cento paesi differenti. Il personale laureato e specializzato formatosi a Cuba è oggi richiesto in ogni situazione di estrema gravità livello globale, come quella che stiamo vivendo a causa del Coronavirus. E la motivazione è solo una: sono capaci, sono formati, in loro risiede la professionalità che solo l’ardente passione può muovere, se fai un mestiere come questo. Sanità cubana vuol dire qualità, e anche in questo caso, uno non vale uno. Benvenuti in Italia, amici cubani! E già da ora, grazie.

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