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Finita la campagna elettorale che ha messo in campo più odio che idee

Giornalista
Finita la campagna elettorale che ha messo in campo più odio che idee

Ormai ci siamo, il 25 Settembre è arrivato, la chiamata alle urne è alle porte. Ma la campagna elettorale che stiamo lasciando alle spalle è stata una delle peggiori degli ultimi anni.

Fattore determinante è stato sicuramente il pochissimo tempo a disposizione dei nostri politici per mettere insieme strategie, alleanze, programmi ed idee credibili. In questa empasse si è trovata sicuramente la sinistra che nella scissione fra Conte e Di Maio ha dovuto elaborare un assetto che tamponasse un ammanco di voti non preventivati.

Il matrimonio fra Letta e Calenda è durato il tempo di una scatto fotografico di un bacio a tutto schermo. Una ventiquattr’ore d’amore svanita all’istante. Letta, abbandonato sull’altare, ha visto il suo amato correre fra le braccia del rottamatore Renzi che è un campione nei salvataggi in corner.

Pur di salvare le terga ha accettato di buon grado di fare un passo indietro rinunciando al suo volto sul simbolo e accettando di stare in seconda fila passando da trascinatore a trascinato. Letta si è affiliato Fratoianni con riserva. Ha detto chiaramente che questa alleanza ha il solo scopo elettorale facendo intendere che di comune nel programma presentato c’è ben poco.

Affermazione che non è stata accolta di buon grado da quella sinistra italiana che ha chiesto al segretario Dem di dire esplicitamente se si vergogna di loro. Un clima elettorale dominato da veleni, risentimenti, minacce e un odio verbale inauditi.

“Alle destre faremo sputare sangue” ha tuonato il governatore della Puglia Emiliano fra gli applausi festanti di Letta. Conte che minaccia Renzi di non andare a Palermo senza la scorta perché potrebbe essere pericoloso visto che si è mostrato contrario a difendere il Reddito di Cittadinanza. Lettera a firma delle Brigate Rosse destinata alla Meloni dove le hanno detto che avrà la sorpresa che si merita.

Contestatori violenti durante i comizi, soprattutto della leader di Fratelli d’Italia, gazebo divelti, manifesti strappati. Un clima d’odio e violenza che forse nessuno si sarebbe aspettato in questi termini e in queste proporzioni. E poi il fascismo, tanto, troppo fascismo.

Dal primo giorno il leitmotiv che la sinistra ha messo in campo per delegittimare le destre è stato cercare di insinuare la paura che laddove i sondaggi si traducessero veramente in voti e la destra vincesse, sarà in pericolo la nostra democrazia e vedremo cancellati i diritti faticosamente conquistati.

Una narrazione falsa basata su quella logica perversa che per sembrare più credibili noi dobbiamo rendere meno credibili gli altri.
Tutti coalizzati in un gioco al massacro che a mio avviso invece di penalizzare la destra ha smascherato l’ipocrisia di una sinistra in totale affanno.

Come si dice in questi casi, le chiacchiere ormai stanno a zero e solo le urne tradurranno in numeri tutto quello che in questi due mesi è stato messo in campo dai contendenti in gara. Vincerà l’odio o prevarrà il buonsenso? E soprattutto avremmo finalmente dopo più di un decennio un governo eletto dal popolo?

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