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La fumata era bianca. Un racconto. 1

Giornalista e saggista
La fumata era bianca. Un racconto. 1

Ho scritto un racconto di fanta-politica vaticana (ma non troppo). Ve lo propongo a puntate (come si faceva una volta!) in piccole dosi, però, per gustarlo meglio.

Titolo: La fumata era bianca.

Prima puntata.

Prima parte

All’interno della Cappella Sistina la discussione era animata e frenetica. Il cardinale camerlengo appena avuto sentore del problema aveva preso una decisione drastica. «Venerabili fratelli, silenzio!» aveva intimato e dopo un po’ era riuscito ad ottenere l’attenzione dei 118 cardinali elettori. «Ci serve tempo. Faremo chiamare i cardinali non elettori e parleremo con loro». Il camerlengo aveva quindi aperto la porta della Sistina, al di là della quale si era raccolta una piccola folla impaziente. Erano oramai trascorse due ore dalla fumata bianca e con aria sconcertata il cerimoniere, i suoi assistenti, i segretari personali di diversi cardinali, i responsabili della sicurezza, tutti si chiedevano cosa stesse accadendo e perché il nuovo papa non si decidesse ad uscire e presentarsi «urbi et orbi» mentre in Piazza San Pietro la folla rumoreggiava. Dall’Italia cominciavano ad arrivare telefonate preoccupate, dal prefetto di Roma, dal sindaco, dal ministro dell’interno, infine dal primo ministro, per sapere cosa stesse accadendo. Il camerlengo immaginava benissimo il clima rovente, a prescindere dal fatto che si era oramai nel pieno di un mese di giugno che annunciava un’estate soffocante. E non solo metereologica. Così aveva schiuso appena la porta pesante della Sistina, giusto lo spazio per passare e l’aveva riaccostata dietro di sé. «Cari amici, abbiamo scelto il nuovo Papa e tuttavia c’è una discussione tra di noi che prosegue. Vi chiedo di capire e rispettare i tempi che il Conclave si sta dando. È in gioco il futuro della Chiesa e tutti siamo impegnati per fare del nostro meglio. Non posso dirvi nulla di più. Dovete stare tutti fuori dalla Sistina e lasciarci parlare. Il cerimoniere – si volse intorno cercandolo con lo sguardo – ecco qui, sì proprio tu mons. Sladevici, devi chiamare uno per uno i 32 cardinali non elettori e fare in modo che raggiungano la Sistina perché devono venire coinvolti nella discussione e nelle decisioni che dobbiamo prendere. Non posso dire altro. Sbrigati. E poi – rivolto al capo delle guardie svizzere – tu comandante Kant fai in modo che possiamo avere acqua e qualcosa da mangiare. Fai approntare dei tavoli qui nella sala ducale. Accertati che non ci sia nessuno. Da questo momento in poi solo il comandante Kant e mons. Sladevici sono autorizzati ad avere contatto con me e solo con me. Tutti gli altri devono stare fuori dall’area riservata della Sistina e della Sala ducale e siete impegnati col giuramento di fedeltà a non fare parola con nessuno».

1- continua

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