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Leopardi e Baudelaire, il bizzarro parallelo tra amari profeti del triste presente che stiamo vivendo

Avvocato e scrittore
Leopardi e Baudelaire, il bizzarro parallelo tra amari profeti del triste presente che stiamo vivendo

Nell’anniversario della nascita di Giacomo Leopardi, potrebbe essere interessante stimolare l’attenzione degli appassionati con un bizzarro parallelo.

La lettura critica della poesia del Recanatese ci proietta inevitabilmente verso una elevazione dell’anima che si nobilita nell’immergersi tra i tesori della natura. L’infinito è uno dei pochissimi componimenti che incrina la visione pessimistica dell’esistenza che il poeta nutre, guardando a se stesso ma anche al resto del genere umano, e che condanna ad un destino di sofferenze, tendenti a crescere con l’evolversi del progresso.

Il poeta si trova sulla sommità di una collina e osserva il cielo, soffermandosi a riflettere sul paesaggio che lo circonda e sugli elementi della natura; ecco allora che il rumore del vento riporta alla mente il suono degli anni che passano, e che l’immensità che avvolge l’autore è come una marea che travolge il suo corpo e il suo spirito.

Sarebbe davvero bizzarro cercare delle analogie o, forse più correttamente, delle omologie con un componimento che, similmente, cerca di trovare una forza propulsiva nella contemplazione della natura e della sua immensità come quell’infinito cercato da Leopardi?

I parallelismi, nel campo dell’arte, fanno sempre storcere il naso a critici ed esperti. Ma perché tarpare le ali al cavallo Pegaso mentre al galoppo si approccia a una delle sue scorribande nella prateria della cultura?

Attraverso la contemplazione e la comprensione profonda dell’essenza della bellezza della natura ci si porta all’Elevazione e questa diventa, quindi, una missione compenetrata nel destino dell’uomo. Charles Baudelaire non è proprio contemporaneo di Leopardi, nasce due anni dopo la data di componimento dell’Infinito, ma la sua ispirazione può dirsi davvero lontana dalle tematiche narrate da Leopardi quando, una quarantina di anni dopo, pubblica Les Fleur du Mal e la poesia l’Elevation ?
La riporto qui in basso e ad ogni verso segue la traduzione.

Quanto distano tra loro i due componimenti? Non c’è nulla di sbagliato nell’accostamento tra le liriche e men che meno tra i due poeti.
E soprattutto c’è una grande attualità in entrambi.
Furono amari profeti del triste presente che stiamo vivendo, e entrambi disegnarono il sentiero attraverso il quale l’umanità ne sarebbe uscita chiedendo aiuto a quella natura che l’essere umano dovrebbe imparare a capire e rispettare.
A voi l’ardua sentenza.

L’ELEVATION
Au-dessus des étangs, au-dessus des vallées,
Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,
Des montagnes, des bois, des nuages, des mers,
delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari,
Par delà le soleil, par delà les éthers,
oltre il sole e l’etere,
Par delà les confins des sphères étoilées,
al di là dei confini delle sfere stellate,
Mon esprit, tu te meus avec agilité,
anima mia tu ti muovi con agilità,
Et, comme un bon nageur qui se pâme dans l’onde,
e, come un bravo nuotatore che fende l’onda,
Tu sillonnes gaiement l’immensité profonde
tu solchi gaiamente, l’immensità profonda
Avec une indicible et mâle volupté.
con indicibile e maschia voluttà.
Envole-toi bien loin de ces miasmes morbides;

Via da questi miasmi putridi,
Va te purifier dans l’air supérieur,
và a purificarti nell’aria superiore,
Et bois, comme une pure et divine liqueur,
e bevi come un puro e divino liquore
Le feu clair qui remplit les espaces limpides.
il fuoco chiaro che riempie gli spazi limpidi.
Derrière les ennuis et les vastes chagrins
Dietro le noie e i molti dispiaceri
Qui chargent de leur poids l’existence brumeuse,
che gravano col loro peso la grigia esistenza
Heureux celui qui peut d’une aile vigoureuse
felice chi può con ala vigorosa
S’élancer vers les champs lumineux et sereins;
slanciarsi verso campi luminosi e sereni;
Celui dont les pensers, comme des alouettes,
colui i cui pensieri, come allodole,
Vers les cieux le matin prennent un libre essor,
verso i cieli al mattino prendono libero il volo,
– Qui plane sur la vie, et comprend sans effort
– che plana sulla vita, e comprende senza sforzo
Le langage des fleurs et des choses muettes!
il linguaggio dei fiori e delle cose mute!
Grazie di avermi letto.