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L’ideologia pauperista grillina è tossica e disfunzionale

Docente universitario
L’ideologia pauperista grillina è tossica e disfunzionale

Il Movimento 5 Stelle sta spendendo allegramente i soldi dei contribuenti. Non mi riferisco al presidente dell’INPS Pasquale Tridico. Se appartenessi alla setta Cinque Stelle chiederei una verifica su Rousseau in merito ai compensi della segreteria personale dei ministri nonché della comunicazione di Palazzo Chigi. Lasciamo stare i tanti voli di stato un tempo disprezzati. Tralasciamo anche il curriculum dei ministri e dei parlamentari, dopo tutto, loro sono stati eletti e ciascuno è libero di mandare in parlamento chi crede, semi-analfabeti e nullafacenti e inclusi.

Pasquale Tridico frequenta il Movimento 5 Stelle da circa dieci anni: prima collaboratore del gruppo parlamentare, poi ministro in pectore, poi consulente del ministro Di Maio. Ha fornito un contributo intellettuale al Movimento senza avere mai aderito formalmente, e avendo rifiutato più volte una candidatura nonché una posizione ministeriale in opposizione all’alleanza con la Lega. Nel circo a Cinque Stelle spicca in quanto a qualità umane e curriculum: Professore ordinario di economia, segretario generale di una importante associazione di economisti europei, Fulbright scholar, Jean Monnet chair, dottore di ricerca, prolifico autore di libri e articoli scientifici.

Tridico è sotto attacco. Il quotidiano La Repubblica per 24 ore lo ha accusato di aver chiesto un aumento di stipendio e di averlo ottenuto in maniera retroattiva. L’INPS ha chiarito che non c’è retroattività, i documenti hanno stabilito che la decisione non è stata presa dal CdA ma risale al 2019, quando Lega e Cinque Stelle erano impegnati a dividersi le nomine: ISTAT a me, INPS a te, e così via. Mi amareggia vedere il leader della Lega stupito e scandalizzato da una decisione nota a lui e suoi, in particolare all’ex sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali. Mi rattrista vedere i vertici del Movimento 5 Stelle che fingono di non sapere e promettono verifiche e accertamenti.

C’è una norma del 2019 che ha stabilito il compenso del presidente dell’INAIL e dell’INPS a seguito della riforma della governance. Eppure, nessuno si è scandalizzato per lo stipendio del presidente dell’INAIL. Al contrario l’aumento di stipendio di Pasquale Tridico è stato oggetto di acceso dibattito che ha coinvolto tutti, da Giuseppe Conte in giù. Ebbene sì, guadagnerà 150.000 euro, meno del portavoce del presidente del Consiglio, molto meno dei suoi dirigenti di prima fascia. Nei primi anni di presidenza invece ha guadagnato 65.000 euro, meno del suo stipendio da ordinario, molto meno della segretaria personale dell’allora ministro del Lavoro e delle Attività Produttive. Non possiamo assecondare questa caccia alle streghe alimentata sia dal populismo pauperista grillino che dal populismo leghista fatto di pensioni facili e nemici pubblici da lanciare in pasto alla rete.

Tridico oggi è una figura controversa per due motivi. Per l’ideazione del cosiddetto reddito di cittadinanza (che molti giudicano a dir poco perfettibile, me incluso) e per la sua vicinanza al Movimento 5 Stelle (che molti ritengono un soggetto politico illiberale, me incluso). Da mesi è al centro di attacchi personali, giornalistici e politici molto duri. Da un lato c’è l’establishment che non tollera che un outsider ricopra una posizione molto importante e abbia influenzato con decisione l’agenda del legislatore in materia di politiche economiche e sociali. Agli insider è concesso tutto, anche il milione di euro di Mastropasqua e ovviamente i 145.000 euro di Boeri.

C’è poi chi (me incluso) ritiene che l’ideologia pauperista grillina, la retorica della casta e dell’’uno vale uno’, siano dannose al funzionamento delle istituzioni e alla lunga producano una selezione avversa della classe politica. I primi effetti già si vedono. Abbiamo riempito il parlamento di miracolati sedicenti onesti, di scarsa cultura o esperienza professionale, che talvolta fingevano di restituire parte dello stipendio. La setta del pauperismo giunta al potere ha utilizzato ogni piega dei bilanci e dei regolamenti per assegnare compensi ad amici, parenti, compagni di scuola, compaesani dal curriculum a volte leggero, a volte pittoresco, a volte grottesco. Vedi quel presidente di Commissione parlamentare, il quale, dopo la terza media, ha perfezionato gli studi per dieci anni in un negozio di animali.

Questa critica all’ideologia grillina è legittima ma non va rivolta al bersaglio sbagliato. Pasquale Tridico è l’eccezione alla regola del pressappochismo e della cialtroneria grillina. Non è compaesano, parente, compagno di classe del leader. Non ha un curriculum inventato, la sua carriera e i suoi meriti professionali precedono la notorietà e l’incontro con i Cinque Stelle. Per questo trovo insopportabile che dal Movimento 5 Stelle ci sia stata qualche esitazione nel difenderlo.

Il referendum sul ‘taglio delle poltrone’ in parlamento si è svolto da poco e già qualcuno tra i Cinque Stelle annuncia la prossima ‘grande riforma’: la riduzione dello stipendio dei parlamentari. D’altronde Grillo insiste con la sua visione: parlamentari sorteggiati o addirittura aboliti del tutto. L’ideologia della casta e dell’’uno vale uno’ si è dimostrata fallimentare come criterio di governance del Movimento 5 Stelle ma rischia di sopravvivergli. Occorreranno anni per depurarci dal populismo grillino che da un decennio sta contribuendo alla denigrazione delle istituzioni liberali e del merito.

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