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Se fra i deceduti per Covid19 si aggiunge lo Stato di diritto

Social Media Manager
Se fra i deceduti per Covid19 si aggiunge lo Stato di diritto

In questi giorni il dibattito sui social è monopolizzato, a ragion veduta, dalla cosiddetta “Fase 2” ossia da come lentamente il Paese riaprirà per tornare ad una normalità. Normalità che non sarà mai quella di prima ma che almeno possa dare un po’ di respiro ad aziende chiuse ormai da troppo tempo e a cittadini murati in casa al limite della sopportazione.

Uno dei temi che più tiene banco di altri è quello intorno alla app “Immuni” che serve al tracciamento degli infetti. Attualmente si sa ben poco di come funzionerà e chi ci sarà a gestirla. Così come si sa ben poco della presunta volontarietà del cittadino che non sarebbe comunque tenuto a scaricarla. Anche se poi allo stesso tempo si parla di limitazioni negli spostamenti per quei cittadini che “liberamente scelgono” di non scaricarla.

A me pare banale dire che se mi obblighi ad essere tracciato non puoi farlo con DPCM ma dopo approfondito dibattito in Parlamento e confronto con le istituzioni europee.

Il tema poi non è (ma anche si) essere tracciati, il tema è chi dispone di questi dati, come ne dispone di questi dati, per quanto tempo disporrà di questi dati.

Al netto dei meme divertenti, fare il test che “Frutta sei” lo decido io, così come decido io se abilitare il GPS sul mio telefono, così come decido io se iscrivermi a Grindr e Tinder o se avvalermi o meno dei servizi di Glovo e Just Eat o di Google Maps. E soprattutto ho deciso io di firmare un contratto senza leggerlo al momento della mia iscrizione a Facebook, Instagram e Twitter.

A me spaventa questa banalizzazione del dibattito.
Mi terrorizza la facilità con coi molti sono disposti a rinunciare a diritti fondamentali solo perché al momento non li percepiscono come tali. E siccome non li percepiscono come tali pretendono pure di rinunciare a nome mio.

A me pare di essere tornato a quando i forcaioli con la bava alla bocca lanciavano campagne del tipo “intercettateci tutti, solo i criminali hanno qualcosa da nascondere“.

Il quadro che ne esce però è sconfortante. Una gran parte del Paese è pronta a fare a meno della democrazia, vuole la legge marziale per gestire ai militari l’emergenza sanitaria e sarebbe disposta a farsi tracciare senza sapere da chi, per cosa e per quanto tempo. E ovviamente il nemico di turno è il cittadino che espone dubbi, perplessità e pone domande. E intendiamoci, io non sono contrario al tracciamento né alla app in sé. Io pongo delle domande e mi aspetto che la politica e le istituzioni rispondano. Bontà mia penso ancora di vivere in uno Stato di diritto. Il fatto che il mio atteggiamento riceva soltanto insulti, insofferenza, sfottò e accuse di fomentare il contagio la dice lunga sulla stato di salute della nostra democrazia.

Da qui nasce una delle mie paure più grandi legata a questa pandemia: che fra i deceduti si aggiunga lo Stato di diritto.

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