Spesso sono politici di ‘basso rango’, almeno se paragonati a chi siede in Parlamento, ma dal 24 gennaio il loro voto peserà come mai accaduto prima. Sono i delegati regionali che si aggiungeranno ai parlamentari per eleggere il prossimo presidente della Repubblica, il successore dell’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella.

Questa mattina diversi consigli regionali si sono riuniti per votare i propri rappresentanti che parteciperanno alla seduta comune: si tratta di 58 delegati, tre per ogni Regione fatta eccezione per la Valle d’Aosta, a cui ne spetta solo uno.

Insieme a deputati e senatori andranno a costituire i 1009 grandi elettori del successore di Sergio Mattarella al Quirinale.

Da prassi a Roma per esprimere il proprio voto vanno il presidente della Regione, il presidente del Consiglio regionale, normalmente entrambi esponenti della maggioranza, e un consigliere dell’opposizione. Ed è proprio su quest’ultimo che spesso nei vari consigli regionali si accende la polemica: in quelle governate dal centrodestra la sfida è infatti tra le varie opposizioni di centrosinistra o pentastellate, in quelle invece a guida centrosinistra tra le varie ‘anime’ del centrodestra, da Forza Italia ai sovranisti di Lega e Fratelli d’Italia.

LOMBARDIA – La sorpresa più grande è arrivata in Lombardia, dove assieme al governatore leghista Attilio Fontana e al presidente del Consiglio Alessandro Fermi, anche lui del Carroccio, per l’opposizione l’ha spuntata il grillino Dario Violi.

Violi ha ottenuto cinque voti in più di Fabio Pizzul, capogruppo del Pd. Per i Dem dietro ci sarebbe una mossa proprio del centrodestra al governo in Regione: “Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno scelto un esponente del Movimento 5 stelle”, con l’intento di favorire l’elezione al Quirinale del leader di Fi Silvio Berlusconi, e “l’interferenza della maggioranza nelle dinamiche dell’opposizione- chiosano- è un fatto grave”, è l’accusa che arriva dal partito di Letta.

CAMPANIA – Risultato con una chiave politica anche in Campania. Nel Consiglio regionale di Napoli hanno infatti ottenuto il posto da delegato regionale il governatore Vincenzo De Luca e il presidente del Consiglio Gennaro Oliviero, anche lui del PD.

Per l’opposizione 17 voti sono andati al capogruppo di Forza Italia Annarita Patriarca, che rimarca come sul suo nome “c’è stata un’adesione anche dalla parte centrista e moderata di questa maggioranza”.

Non c’è stato quindi il temuto ‘complottone’ evocato alla vigilia del voto, con una convergenza tra grillini e centristi sul nome della capogruppo 5 Stelle Valeria Ciarambino per escludere dai delegati proprio il presidente del Consiglio regionale Oliviero.

PIEMONTE – Saranno il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio (30 voti), il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia (28 voti) e il consigliere del gruppo Pd Domenico Ravetti (16 voti) i delegati che il 24 gennaio parteciperanno a Roma all’elezione del presidente della Repubblica in rappresentanza del Piemonte.

MOLISE – Il Consiglio regionale del Molise ha eletto i tre delegati regionali che faranno parte dei grandi elettori per l’elezione del capo dello Stato. Per il centrodestra sono stati scelti Donato Toma, presidente della Giunta (6 voti) e Salvatore Micone, presidente del Consiglio (6 voti). La casella assegnata alle opposizioni è andata ad Andrea Greco, capogruppo del Movimento 5 Stelle che ha avuto il maggior numero di preferenze (8 voti).

LIGURIA – In Consiglio regionale della Liguria 17 voti a testa per il presidente della giunta ligure Giovanni Toti e il presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei, entrambi del centrodestra.

Otto i voti invece per Sergio Rossetti, consigliere ligure del Pd, che supera nella sfida delle opposizioni Fabio Tosi, consigliere del Movimento 5 Stelle fermatosi a tre preferenze.

VENETO – In Veneto, indicati dalla maggioranza di centrodestra, sono stati nominati delegati regionali il governatore Luca Zaia e il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti.

Per l’opposizione sarà a Roma il prossimo 24 gennaio il capogruppo del Pd Giacomo Possamai.

UMBRIA – Come da prassi anche il risultato in Umbria, anche se con numeri ‘particolari’. Nominati come delegati infatti sono presidente della Regione, Donatella Tesei (Lega), quello del consiglio regionale Marco Squarta (Fratelli d’Italia) e il consigliere del Partito Democratico Fabio Paparelli.

Quest’ultimo però ha ottenuto 6 voti, uno in più del presidente dell’Assemblea Squarta. Un voto è andato infatti al consigliere della Lega Valerio Mancini, mentre due consiglieri erano assenti al momento della votazione.

LAZIO – Per Nicola Zingaretti è ormai la terza designazione consecutiva come delegato regionale per l’elezione del capo dello Stato, dopo quelle del 2013 e del 2015, che portarono al Quirinale Giorgio Napolitano (per il secondo mandato) e Sergio Mattarella.

Assieme a Zingaretti sono stati nominati il presidente del Consiglio regionale, il Dem Marco Vincenzi, e il capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ghera. Fuori dalla terna invece il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Simeone, che si è fermato a 10 voti.

ABRUZZO – In Abruzzo si è invece votato nei giorni scorsi. A Roma il 24 gennaio ci saranno, oltre al governatore di Fratelli d’Italia Marco Marsilio e al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, la grillina Sara Marcozzi.

BASILICATA – In Basilicata si conferma lo schema da ‘prassi istituzionale’. I delegati nominati sono infatti il presidente della Regione Vito Bardi, di Forza Italia, e quello del Consiglio regionale Carmine Cicala. Per l’opposizione andrà a Roma il consigliere del Pd Roberto Cifarelli.

MARCHE – Per quanto riguarda i delegati regionali delle Marche, dal segreto dell’urna sono emersi i nomi del presidente della Giunta Francesco Acquaroli (Fdi), il presidente del Consiglio regionale, Dino Latini (Udc), e il capogruppo del Partito democratico Maurizio Mangialardi.

Nella votazione in aula l’Assemblea legislativa ha attribuito 12 voti ad Acquaroli, 9 a Latini e 8 a Mangialardi-

SARDEGNA – Sono invece il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, quello del Consiglio regionale Michele Pais e il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau i tre delegati dell’isola che parteciperanno il 24 gennaio prossimo all’elezione del capo dello Stato.

Il governatore ha ottenuto 32 voti, il presidente dell’Assemblea 24, il presidente del gruppo dem Ganau 21. Si è fermato a quota 15 il consigliere di -Cambiamo Antonello Peru , che ha ricevuto anche quattro voti dalle minoranze.

SICILIA – Nell’altra isola sono stati nominati delegati il governatore Nello Musumeci, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè e il capogruppo M5s a Sala d’Ercole Nuccio Di Paola.

Il più votato è stato Miccichè, che ha ottenuto 44 voti, seguito da Di Paola (32) e Musumeci (29). Ha retto dunque nell’Ars siciliana l’accordo raggiunto da Pd e Movimento 5 Stelle sul capogruppo pentastellato Di Paola.

Clamoroso il dato invece di Musumeci, governatore che colpito daifranchi tiratori‘ ha ottenuto addirittura meno voti anche dal capogruppo grillino Di Paola. Per questo il presidente della Regione ha annunciato l’intenzione di azzerare la giunta dopo il via libera all’esercizio provvisorio.

PUGLIA – Sono stati eletti i tre consiglieri della Regione delegati per l’elezione del Presidente della Repubblica. A rappresentare la Puglia, in veste di grandi elettori, saranno il presidente della Regione Michele Emiliano che ha ottenuto 31 voti, la presidente del Consiglio Loredana Capone con 30 voti e il vice presidente del Consiglio Giannicola De Leonardis con 15 voti.

CALABRIA – A rappresentare la Calabria il 24 gennaio nel voto per eleggere il prossimo capo dello Stato saranno invece i presidenti di Giunta e Consiglio regionale, Roberto Occhiuto e Filippo Mancuso, del centrodestra, mentre per la minoranza il capogruppo del Partito Democratico, Nicola Irto.

Occhiuto (FI), ha riportato 20 preferenze, Mancuso (Lega), 19 e Irto 9. Una scheda bianca. I consiglieri presenti e votanti sono stati 29.

CHI MANCA ALL’APPELLO – Per conoscere i nomi dei 58 delegati che il 24 gennaio si recheranno a Roma a votare il prossimo presidente della Repubblica mancano ancora le decisioni di diversi consigli regionali. Il 13 gennaio toccherà al Friuli Venezia Giulia, il 17 gennaio al Trentino Alto Adige mentre a chiudere saranno Toscana ed Emilia Romagna il 18 gennaio.

 

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia