Sempre più difficile la situazione in Sahel con il terrorismo dello Stato Islamico che nelle ultime settimane ha ricominciato ad avanzare. Tutta la fascia saheliana si trova sotto attacco e le forze nazionali non sembrano in grado di arginare l’avanzata dei jihadisti. Gli Stati Uniti, dopo essere stati costretti ad abbandonare le proprie basi in Niger, stanno implementando il loro impegno in Nigeria in collaborazione con il governo locale.

Il presidente Bola Tinubu ha confermato che presso la base aerea di Bauchi, nel nord-est del Paese, verranno dislocati diversi droni MQ-9 Reaper ed un contingente di oltre 200 soldati statunitensi. I militari agiranno come supporto di intelligence e addestramento all’esercito nigeriano nella lotta contro l’insorgenza jihadista, come concordato a livello politico ed al momento si esclude qualsiasi impegno sul terreno delle forze di Washington. Ad Abauja come noto la situazione è sempre più complicata e Donald Trump ha minacciato un intervento militare diretto se il governo nigeriano non avesse fatto qualcosa per proteggere la minoranza cristiana.

Nemmeno in Niger le cose stanno andando per il meglio e la Germania ha appena deciso il rientro temporaneo di tutto il personale dall’ambasciata del paese africano. La rappresentanza diplomatica di Berlino ha ufficialmente chiuso i battenti a causa del rapido deterioramento della sicurezza a Niamey e nel resto del Niger. Il governo tedesco ha sconsigliato ogni tipo di viaggio nell’area per l’alto rischio di rapimento e attacchi terroristici. Tutti i cittadini europei sono da anni il bersaglio privilegiato di terroristi e criminali comuni a scopo di estorsione.

Nel 2025 i cittadini stranieri rapiti dagli islamisti tra Mali e Niger sono stati 32, mentre nel 2024 si c’erano stati soltanto quattro rapimenti. Non solo europei, ma anche cittadini cinesi, emiratini, indiani ed americani sono stati il bersaglio di questi crimini. I sequestri sono ormai considerati un solido business che, stando ai dati dell’Institute for Economics and Peace (Iep), portano nelle casse dei due network del terrorismo internazionale oltre il 40% delle loro entrate annuali, vale a dire alcuni milioni di dollari.

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Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi