Politica
Gli anarchici rivendicano il sabotaggio, inchiesta sui vandali contro le Olimpiadi
Un blog di area anarchica si intesta il caos di Pesaro e invoca la “solidarietà combattiva”. Sei indagati per gli scontri al corteo di Milano: un ragazzo è legato ad Askatasuna
La tensione politica intorno alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 è salita nelle ultime ore, tra sabotaggi alle infrastrutture ferroviarie, manifestazioni di piazza e reazioni istituzionali. La sicurezza dei cittadini, dei partecipanti e delle strutture olimpiche torna così al centro del dibattito nazionale, con governo, Forze dell’ordine e magistratura chiamati a dare segnali chiari di fermezza.
Ad alimentare l’allarme è stata la pubblicazione, su un blog di area anarchica, di una rivendicazione del sabotaggio avvenuto all’alba del 7 febbraio nei pressi della stazione di Pesaro. Nel post, intitolato “Rompere il ghiaccio”, l’azione viene presentata come un attacco simbolico contro lo “spettacolo” delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e contro i partner dell’evento, accusati di speculare su guerre e devastazione ambientale in nome del progresso capitalista. Il messaggio si chiude con un appello alla “solidarietà combattiva” e alla ribellione contro l’attuale assetto sociale.
Parole che hanno immediatamente innescato una dura reazione politica. Il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Tullio Ferrante, parla senza mezzi termini di “azioni di violenza eversiva” e di “veri e propri terroristi”, sottolineando come i sabotaggi alle infrastrutture ferroviarie rappresentino un attacco diretto allo Stato e mettano a rischio l’incolumità dei cittadini. Dal Mit arriva la linea della tolleranza zero, con l’annuncio di richieste di risarcimento per i danni milionari e il richiamo alle misure previste dal decreto Sicurezza. Sulla stessa linea anche Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, che definisce “criminale” l’idea di protestare contro le Olimpiadi attraverso sabotaggi e manifestazioni violente. Pur ribadendo la legittimità del dissenso, Lupi sottolinea come la violenza non possa trovare alcuna giustificazione e richiama l’unità politica sul tema della sicurezza, indicata come valore democratico che deve andare oltre gli schieramenti.
Intanto la magistratura muove i primi passi. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sugli scontri avvenuti il 7 febbraio al termine del corteo contro le Olimpiadi in zona Corvetto. Sei le persone attualmente indagate per manifestazione non autorizzata, travisamento e resistenza a pubblico ufficiale, tra cui una donna di 52 anni e cinque giovani, uno dei quali legato al centro sociale torinese Askatasuna. Gli investigatori stanno analizzando immagini e video per identificare ulteriori responsabili dei lanci di petardi, pietre e bottiglie contro le Forze dell’ordine. Nel bilancio anche un agente ferito, con trenta giorni di prognosi.
A rafforzare il messaggio istituzionale è intervenuto anche il Comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, che ha parlato di un “attacco diretto all’ordinamento democratico” quando frange violente prendono di mira chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei manifestanti stessi. Un richiamo al rispetto del ruolo delle Forze dell’ordine, impegnate anche nel delicato dispositivo di sicurezza in occasione delle Olimpiadi.
La vicenda dei sabotaggi e delle violenze di piazza mette così in luce il nodo centrale della sfida politica e organizzativa: garantire lo svolgimento dei Giochi senza compromessi sulla sicurezza, assicurando al contempo il diritto al dissenso e la tutela dei cittadini. I prossimi giorni saranno decisivi per verificare la capacità delle istituzioni di rispondere con fermezza e unità a tensioni che rischiano di macchiare l’evento sportivo più importante dell’anno.
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