La Russia alza di nuovo il tiro. E come sempre, il campo di battaglia prescelto è quello della martoriata Ucraina. Nella notte tra giovedì e venerdì, l’intero Paese è stato bombardato dalle forze armate di Mosca, che hanno lanciato 242 droni e 36 missili, tra cui il famigerato Oreshnik.

A Kyiv, quattro persone sono rimaste uccise e circa 20 sono state ferite durante il raid. In città sono state colpite infrastrutture critiche e diversi quartieri sono rimasti senza elettricità e senza acqua corrente. Un drone ha anche centrato l’edificio che ospita l’ambasciata del Qatar.Un Paese che si sta impegnando molto per mediare con la Russia affinché liberi i prigionieri di guerra e i civili detenuti nelle prigioni russe”, ha sottolineato su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. E il sindaco, Vitalii Klitschko, ha esortato gli abitanti che ne hanno la possibilità ad abbandonare Kyiv il prima possibile. “Mi rivolgo ai residenti della capitale che hanno la possibilità di spostarsi temporaneamente fuori città, dove sono disponibili fonti alternative di energia e riscaldamento, di farlo”, ha scritto Klitschko. E il pericolo, per la popolazione, oltre che dalle bombe viene soprattutto dal freddo e dal peggioramento delle condizioni meteorologiche, dal momento che centinaia di migliaia di case sono già rimaste senza luce soltanto per l’ultimo bombardamento.

Ieri Papa Leone XIV, parlando al Corpo diplomatico, ha riaffermato la richiesta della Santa Sede per un cessate il fuoco immediato. Ma Vladimir Putin non sembra intenzionato a fare marcia indietro. Il governo ucraino ha anche confermato che la Russia ha colpito due navi cargo nel Mar Nero. Ma quello che preoccupa l’Ucraina, l’Unione europea e la Nato è che in questo ultimo attacco (che ha centrato Kyiv ma soprattutto Leopoli), la Russia abbia utilizzato il missile ipersonico Oreshnik. Una decisione che l’Alta rappresentante della politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha definito “una escalation verso Kyiv e un monito per l’Europa e per gli Stati Uniti”. Ieri, il servizio di sicurezza ucraino, l’Sbu, ha pubblicato le foto di frammenti del missile balistico di Mosca, che dovrebbero essere l’unità di stabilizzazione e guida del missile, parti del motore e ugelli. E quello che inquieta il governo ucraino e le cancellerie europee è soprattutto il messaggio politico e strategico di questo attacco.

Il ministro degli Esteri di Kyiv, Andrii Sybiha, sul social X ha scritto che “un attacco simile vicino al confine tra Ue e Nato rappresenta una grave minaccia per la sicurezza del continente europeo e un test per la comunità transatlantica”. Il primo ministro britannico, Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno concordato una nota congiunta in cui hanno definito l’uso del missile Oreshnik su Leopoli come “una escalation inaccettabile”.

I tre leader hanno avuto una conversazione telefonica per capire come comportarsi in questa nuova fase di tensioni. Anche la Romania ha condannato l’attacco bollandola come “una flagrante violazione del diritto internazionale”. E la preoccupazione dell’Europa rimane alta. Il missile Oreshnik, già utilizzato su Dnipro nel 2024, inquieta i comandi Nato soprattutto per l’estrema difficoltà nell’intercettarlo. È un missile a medio raggio che può essere armato anche con testate nucleari. E lo stesso segretario generale della Nato, Mark Rutte, aveva avvertito del pericolo di quest’arma. “I più avanzati missili russi potrebbero colpire Roma, Amsterdam o Londra a cinque volte la velocità del suono e non possono essere intercettati con i nostri sistemi antimissile tradizionali”, aveva detto Rutte.

E mentre Zelensky ha chiesto di aumentare la pressione della comunità internazionale, Kirill Dmitriev, inviato del Cremlino per il negoziato sull’Ucraina, ha sfidato direttamente Kallas: “Non è molto intelligente o esperta, ma anche lei dovrebbe sapere che non esistono difese aeree contro il missile ipersonico Oreshnik”.