La vendetta per i “martiri”. Una difesa “efficace e punitiva”. L’Asse della Resistenza, quelle che unisce Teheran, gli Houthi, Hezbollah e le milizie irachene, ancora compatto. Un Paese che deve rimanere unito e “dissipare l’illusione dei nemici sul dividerlo”. Lo Stretto di Hormuz chiuso come “leva contro i nemici”. Le basi americane nel mirino e con l’obiettivo di vederle chiudere definitivamente.

L’amicizia con i Paesi vicini, nonostante i raid. Sono questi i messaggi inviati da Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso dopo l’elezione alla Guida suprema. Un testo scritto, letto da una giornalista della televisione di Stato. E che per le modalità con cui è stato inviato, ha confermato i dubbi di molti osservatori sulle reali condizioni del nuovo leader della Repubblica islamica. Per il Daily Mail, Khamenei si troverebbe in terapia intensiva all’ospedale universitario Sina. Qualcuno parla di una gamba amputata. Altre voci riferiscono di ferite al volto. In ogni caso, se l’assenza di immagini può essere frutto della volontà di non mostrare il leader in ospedale o fornire qualsiasi elemento per localizzarlo, la mancanza della voce in un breve messaggio audio ha gettato ancora più ombre. Domande che però non cambiano la sostanza delle sue dichiarazioni né l’impegno dei Pasdaran nell’attuarlo. I Guardiani della Rivoluzione, in questo momento, sono il vero centro di comando della Repubblica islamica insieme al consigliere Ali Larijani e gli altri membri del consiglio della leadership ad interim. E appena il discorso è stato pronunciato dalla tv di Stato, sono stati gli stessi Pasdaran a confermare che eseguiranno tutti gli ordini della Guida suprema, a partire dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Un tema caldo, anzi, incandescente. Il blocco (che non vale per tutti i Paesi, come ha sottolineato il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi) crea enormi incertezze nel mercato petrolifero. Le monarchie arabe sono preoccupate dallo stop all’export ma anche dai danni provocati dai bombardamenti iraniani agli impianti. Ieri, Teheran ha preso di mira due petroliere a Bassora, in Iraq. In Bahrein è stato bombardato un deposito di carburante. L’Arabia Saudita ha intercettato droni diretti sul giacimento di Shaybah. Proprio per questo motivo, Saudi Aramco, starebbe trattando l’acquisto di droni intercettori da due aziende ucraine: SkyFall e Wild Hornets. E l’indiscrezione riportata dal Wall Street Journal segnala anche una curiosa concorrenza tra l’azienda e Riad per arrivare prima ai sistemi d’arma ucraini, con la monarchia che vorrebbe anche acquistare sistemi per la guerra elettronica in grado di disabilitare i velivoli nemici.

Donald Trump però è apparso tranquillo, quantomeno sul suo social Truth. “Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, facciamo un sacco di soldi”, ha scritto il presidente americano. “Ma molto più interessante e importante per me, come presidente, è impedire a un impero malvagio, l’Iran, di avere armi nucleari e distruggere il Medio Oriente e di fatto il mondo. Non lascerò mai che accada!”, ha sottolineato il tycoon. Poche ore prima aveva detto che Washington avrebbe potuto “smantellare” la capacità elettrica dell’Iran “in un’ora”. Ma non è un mistero che le dichiarazioni spesso ambigue del capo della Casa Bianca stiano suscitando perplessità anche tra i leader mondiali.

Gli esperti hanno sottolineato divergenze con lo stesso premier israeliano Benjamin Netanyahu, dal momento che lo Stato ebraico si è già detto pronto a sostenere il prezzo di una guerra prolungata per vedere la sconfitta della Repubblica islamica. A detta del portale Axios, i leader del G7, dopo l’ultima videochiamata a cui ha partecipato Trump, sono rimasti interdetti riguardo alle idee del tycoon sulla fine del conflitto. I media continuano a segnalare i costi dei primi giorni di guerra: oltre 11 miliardi di dollari spesi soltanto in una settimana. The Donald continua a ripetere che l’Iran “è vicino alla sconfitta”. Ma la preoccupazione degli alleati e dei consiglieri rimane alta.