Quando il mare non era
Le auto sommerse di Varazze: il cimitero nascosto nato dall’alluvione di Genova
A meno di un miglio dalla costa di Varazze, nelle acque del Mar Ligure, esiste un luogo che in pochi conoscono ma che custodisce una pagina singolare della storia italiana del Novecento. È il sito delle cosiddette macchine sommerse: oltre mille automobili distrutte dall’alluvione di Genova del 1970 e finite in fondo al mare come soluzione estrema per lo smaltimento. Il 7 ottobre 1970, infatti, Genova venne colpita da una delle alluvioni più violente della sua storia recente. Secondo le ricostruzioni dell’Archivio Storico del Comune di Genova, in poche ore sulla città si abbatterono precipitazioni eccezionali che trasformano strade e sottopassi in torrenti impetuosi. L’acqua distrusse tutto ciò che incontrava: veicoli, infrastrutture, magazzini.
Oltre mille automobili vennero rese irrecuperabili dal fango e dalla piena. Come riportato da Il Secolo XIX nelle cronache dell’epoca, il problema dello smaltimento dei mezzi distrutti diventò immediato e urgente. In un contesto storico in cui le normative ambientali erano ancora embrionali, si optò per una soluzione che oggi sarebbe completamente impensabile: l’affondamento delle auto in mare.
Le vetture vennero così bonificate degli oli del motore e della benzina, e vennero trasportate su delle chiatte nelle acque antistanti Varazze. Con le batterie, le vernici e tutto ciò che poteva ancora inquinare vennero scaricate in mare in un punto di circa 50 metri di profondità. Una sorta di discarica sommersa, non visibile dalla superficie, ma la cui presenza è confermata da foto e filmati d’epoca e dai pescatori della zona. Infatti negli anni il luogo è diventato un punto di pesca molto prolifico, ed è molto complicato stabilirne l’impatto ambientale. A oltre cinquant’anni di distanza, quelle carcasse giacciono ancora sul fondale, trasformate dal tempo e dalla salsedine, molte sommerse in parte o completamente dalla sabbia. In parte colonizzate dalla fauna marina, rappresentano oggi un caso emblematico di come, nel passato, le emergenze venissero affrontate senza una piena consapevolezza delle conseguenze ambientali.
Le macchine sommerse di Varazze non sono solo relitti arrugginiti: sono testimonianze silenziose di un disastro naturale, di una scelta dettata dall’urgenza e di un’epoca in cui il mare veniva considerato una soluzione, più che un patrimonio da tutelare. Una storia che continua a riaffiorare, ogni volta che uno scandaglio intercetta quelle sagome sul fondo del Mar Ligure.
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