L’horror vacui
L’elenco dei Sepolcri Imbiancati, da destra a sinistra i protagonisti dell’ennesimo capolavoro di conformismo e ipocrisia dopo il blocco fake a Pizzaballa
Ecco l’elenco, solo parziale, dei Sepolcri Imbiancati (ci si passi il facile gioco di parole) di casa nostra, in ordine alfabetico: Francesco Boccia, Angelo Bonelli, Chiara Braga, Roberto Calderoli, Carlo Calenda, Bobo Craxi, Stefania Craxi, Guido Crosetto, Graziano Delrio, Piero Fassino, Vittoria Ferdinandi, Lorenzo Fontana, Paolo Gentiloni, Ignazio La Russa, Giorgia Meloni, Luciano Nobili, Pina Picierno, Stefania Proietti, Lia Quartapelle, Matteo Renzi, Tatjana Rojc, Matteo Salvini, Elly Schlein, Arturo Scotto, Antonio Tajani, Nicola Zingaretti.
Ci sono tutti: governo e opposizione, destra e sinistra, amministratori locali, laici presunti e assidui baciapile. Protagonisti dell’ennesimo capolavoro di conformismo e ipocrisia messo in scena dalla politica italiana. Di fronte alla falsa, falsissima notizia del “blocco” israeliano al cardinale Pizzaballa, hanno avuto tutti il solito riflesso pavloviano. Pronti a stracciarsi le vesti per l’attentato alla libertà di culto, senza la decenza di fare mezza verifica. La levata di scudi corale non solo ha messo allo scoperto un’ignoranza crassa delle basilari misure di sicurezza a Gerusalemme, ma ha certificato una volta di più l’antisemitismo strisciante che intossica la nostra politica.
La fiera dell’indignazione a comando
Pur di colpire Israele, l’intera classe dirigente è caduta con tutte le scarpe in quella che si è rivelata solo una piccola, e mal riuscita, provocazione. Una fiera dell’indignazione a comando, in cui spiccano due silenzi assordanti e vergognosi. Il primo: tra tutti questi paladini dei diritti, nessuno ha avuto il coraggio di ricordare la più limpida delle verità. Israele si sta difendendo e sta difendendo l’intero Occidente dalla morsa e dagli attacchi dell’Iran, che non a caso si sono vigliaccamente intensificati proprio in questi giorni di Pasqua. Guai a dirlo, disturberebbe la narrazione.
I veri martiri che non vogliono vedere
Il secondo silenzio, se possibile, è ancora più rivoltante. Nessuno di questi Sepolcri Imbiancati ha mai speso o spende una parola sui veri martiri della cristianità nel mondo. Piangono per un incidente inventato a Gerusalemme, ma ignorano i fedeli autenticamente perseguitati e massacrati nelle loro chiese, in Congo o in Nigeria. Sangue vero, morti vere. Per loro c’è solo un silenzio assoluto, ipocrita e complice.
Mentre a sgonfiare il finto caso di Gerusalemme sono stati i diretti interessati. Tutti, nessuno escluso, hanno ricostruito la faccenda con altri toni. La polizia israeliana ha spiegato da subito che il blocco era una misura di sicurezza per evitare assembramenti e che il Patriarcato aveva chiesto un’eccezione, ricevendo un “no” preventivo. Le autorità israeliane, a partire da Herzog e Netanyahu, hanno chiarito i fatti riportando la questione ai protocolli e aprendo al dialogo.
La marcia indietro del Cardinale
E alla fine anche lo stesso Pizzaballa, evidentemente richiamato all’ordine dalle sagge gerarchie vaticane (ah, quanti passi avanti rispetto al recente passato…), ha dovuto fare marcia indietro, derubricando il dramma a meri “fraintendimenti” e ammettendo placidamente che “non ci sono stati scontri”. Tutti, a Gerusalemme, hanno ripristinato la verità dei fatti. Mentre i piccoli, piccolissimi politici italiani, sono rimasti a sbraitare nel vuoto vacuo del loro specchio riflesso.
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