Procedono le audizioni in Parlamento per arrivare all’approvazione della manovra finanziaria entro la fine dell’anno. La terza Legge di Bilancio proposta dal Governo presieduto da Giorgia Meloni ha un valore complessivo di 18 miliardi di euro. Tra le azioni previste, c’è la riduzione dell’Irpef dal 35 al 33 per cento per coloro che guadagnano più di 28mila euro lordi all’anno, l’aumento dell’imposta per i fitti brevi al 26 per cento ma solo per coloro che utilizzano le piattaforme digitali e “il contributo” delle banche e delle assicurazioni che dovrebbe valere almeno 4,5 miliardi di euro.

In questi giorni hanno partecipato alle audizioni Istat, Banca d’Italia e Ufficio Parlamentare di Bilancio, cioè le istituzioni tecniche che hanno il compito di valutare “i numeri” cosi come sono presentati. Per gli esperti dell’Upb, il taglio dell’Irpef avrà effetti positivi solo per coloro che hanno stipendi alti. La quantificazione dello sconto è il seguente: “il beneficio medio è pari a 408 euro per i dirigenti, 123 per gli impiegati e 23 euro per gli operai; per i lavoratori autonomi è di 124 euro e per i pensionati di 55 euro”. E ancora: “Circa il 50 per cento del risparmio di imposta va ai contribuenti con reddito superiore ai 48mila euro, che rappresentano l’8 per cento del totale”.

La Banca d’Italia, invece, va all’attacco sulla rottamazione delle cartelle esattoriali: “Dal 2016 si contano 5 edizioni (di rottamazioni, ndr), sempre relative a carichi iscritti a partire dal 2000 e caratterizzate da un accidentato percorso normativo con frequenti riaperture dei termini, estensioni successive, riammissione di adesioni già decadute per mancati versamenti, modifiche di condizioni di adesione e dilazione”. Secondo Bankitalia gli incassi sono stati ampiamente al di sotto delle attese legislative. L’Istat, invece, spiega l’impatto positivo delle modifiche al modello Isee, per intenderci il documento che consente ai cittadini di accedere alle prestazioni sociali: “Nel complesso le modifiche al calcolo dell’Isee comportano un beneficio medio annuo di 145 euro per circa 2,3 milioni di famiglie (8,6 per cento delle famiglie residenti)”, spiegano gli esperti intervenuti in Parlamento.

In risposta alle critiche ricevute, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti spiega la necessità di tenere i conti in ordine. Spiega il ministro, “la manovra si inserisce in un quadro congiunturale incerto nel cui l’attenzione sulle politiche bilancio perseguita dagli Stati è molto elevata. Una politica di bilancio attenta a garantire la sostenibilità del debito e in linea con le regole di governance Ue può garantire una stabilità economica finanziaria del nostro Paese che si trova a rinnovare ogni anno 400 miliardi titoli debito pubblico”. La Cgil ha convocato uno sciopero generale per il 12 dicembre perché la manovra è considerata insufficiente per aiutare i più poveri e i salari più bassi. Secondo il segretario generale, Maurizio Landini,La Manovra è ingiusta e sbagliata”. Rilancia la sua ricetta: “Prelevare l’un percento ai 500mila italiani che guadagnano oltre 2 milioni di euro”. Non si è fatta aspettare la risposta del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che con un post sui social punge il sindacato: “Nuovo sciopero Cgil, sempre di venerdì”. La palla passa ora al Parlamento che avrà il compito di approvare la manovra cosi com’è o di apportare delle modifiche “senza introdurre nuove spese”, avverte il ministro Giorgetti.

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