L'intervista
Martellino (Aigi): ” Vi spiego perché il giurista d’impresa sta diventando un partner strategico”
In un quadro geopolitico e normativo instabile, un esperto giuridico può essere un faro per le imprese. Giorgio Martellino, presidente dell’Aigi, ribadisce perché questa figura sia sempre più indispensabile
Incertezza geopolitica, iper-regolazione e riforme strutturali ridisegnano il perimetro della legalità d’impresa. Giorgio Martellino, Presidente dell’Associazione italiana dei giuristi d’impresa, analizza i nodi chiave del 2026: certezza del diritto, ruolo del giurista d’impresa, riforma dell’ordinamento forense e Testo Unico della Finanza.
Presidente Martellino, il 2026 si apre in un contesto segnato da incertezza economica, tensioni geopolitiche e accelerazione normativa. Quali sono le principali sfide per la legalità e la certezza del diritto?
«L’incertezza sta diventando una nuova normalità. Tensioni geopolitiche, instabilità economica e una produzione normativa sempre più intensa, soprattutto a livello europeo, mettono a dura prova la certezza del diritto, che resta il presupposto essenziale per competere, attrarre investimenti e garantire la solidità del sistema Paese. La vera sfida oggi non è solo assicurare il rispetto formale delle regole, ma produrre norme comprensibili, stabili e coerenti. In assenza di certezze interpretative e applicative, anche le imprese più virtuose faticano a pianificare strategie e investimenti di medio-lungo periodo».
Negli ultimi anni il quadro regolatorio europeo e nazionale si è fatto sempre più complesso. Il rischio di iper-regolazione è concreto?
«Il rischio è reale, soprattutto quando le norme si sovrappongono senza un adeguato coordinamento. Questo genera oneri organizzativi e costi di compliance sempre più elevati, che colpiscono in modo particolare le imprese europee rispetto ai competitor globali. Il punto non è ridurre le regole, ma migliorarne la qualità, adottando un approccio fondato su rischio e proporzionalità. Il diritto non deve essere un ostacolo all’impresa, ma un alleato capace di accompagnarne lo sviluppo».
In questo scenario, come evolve il ruolo del giurista d’impresa?
«Il giurista d’impresa non è più solo un guardiano delle regole. Sta diventando un partner strategico nei processi decisionali, perché il rischio legale è oggi intrecciato con quello reputazionale, tecnologico, ambientale e finanziario. Sempre più spesso partecipa ai comitati strategici e contribuisce alle scelte aziendali. Si passa da una logica di controllo a una vera governance del rischio. Persistono resistenze culturali, ma il valore aggiunto del giurista d’impresa è sempre più evidente».
La riforma dell’ordinamento forense è tornata al centro del dibattito. Quali correttivi sono necessari?
«La riforma dell’ordinamento forense è tornata al centro dell’agenda politica. Senza una visione capace di intercettare le trasformazioni reali delle professioni giuridiche, però, il rischio è che si riduca a un intervento di corto respiro. Tra i nodi ancora irrisolti emerge il ruolo del giurista d’impresa, una figura che contribuisce quotidianamente alla legalità sostanziale dei processi economici, alla prevenzione dei conflitti, alla gestione del rischio e, in definitiva, alla competitività del sistema produttivo. Si tratta di un’attività spesso silenziosa, che opera prima e oltre il contenzioso, con ricadute che vanno oltre l’interesse aziendale e toccano quello generale. In molti ordinamenti europei questo ruolo è da tempo riconosciuto e tutelato attraverso strumenti capaci di valorizzarne la funzione e rafforzarne l’efficacia. Ignorare questa evoluzione significa accettare un ritardo strutturale, destinato a riflettersi sulle imprese, sull’attrattività degli investimenti e sulla capacità del Paese di competere in un contesto sempre più complesso».
La riforma del TUF incide sulla governance delle imprese. È la direzione giusta?
«La riforma del Testo Unico della Finanza è un passaggio decisivo per modernizzare il mercato dei capitali. AIGI ha partecipato al confronto istituzionale con uno spirito costruttivo, chiedendo norme più semplici, coerenti ed efficienti, evitando fenomeni di gold-plating. I giuristi d’impresa, grazie alla loro esperienza operativa, possono contribuire a rendere il sistema più attrattivo e competitivo».
Guardando al 2026, quale contributo può offrire AIGI?
«AIGI vuole rafforzare il proprio ruolo di riferimento per i giuristi d’impresa, investendo in formazione, dialogo istituzionale e cultura della legalità d’impresa. Puntiamo a intensificare la collaborazione con università, imprese e associazioni europee, perché le sfide della legalità si giocano sempre più su un piano internazionale. La legalità d’impresa è una leva strategica di sviluppo e AIGI intende esserne protagonista. In questo percorso, l’Associazione continuerà anche a favorire il confronto tra le diverse anime del mercato legale, promuovendo una visione integrata e complementare tra giuristi d’impresa e avvocati del libero foro. Solo attraverso competenze solide, dialogo e responsabilità condivisa sarà possibile costruire un diritto d’impresa all’altezza delle trasformazioni economiche e sociali in atto, rafforzando la fiducia degli investitori e la resilienza del sistema produttivo italiano. Sfida decisiva per il Paese».
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