Se la vittoria del No ha dato slancio al centrosinistra milanese e ha messo il centrodestra sulla difensiva, c’è un tema su cui i rapporti di forza si invertono, un nervo scoperto che nessun risultato referendario può anestetizzare: la sicurezza. Mentre i seggi erano ancora aperti, domenica pomeriggio una donna di 31 anni veniva accoltellata in via Livraghi, a Precotto, in pieno giorno. Ricoverata in codice rosso al Niguarda, per fortuna non in pericolo di vita. L’episodio è stato immediatamente cavalcato da Fratelli d’Italia — l’ex vicesindaco De Corato ha parlato delle “periferie di Sala e del centrosinistra” — ma al di là della polemica di giornata, il tema è strutturale e non si presta a semplificazioni.

La Prefettura di Milano ha appena confermato nuove “zone a vigilanza rafforzata” — le cosiddette zone rosse — dentro e attorno alla città, con un provvedimento operativo fino al 30 settembre. Il prefetto Sgaraglia ha motivato la decisione con la necessità di garantire sicurezza anche in vista dei grandi eventi post-olimpici e dei flussi turistici in crescita. Parallelamente, operazioni interforze hanno battuto Selinunte, Segesta, Lampugnano e Molino Dorino: 290 operatori impiegati, 721 persone identificate, 4 arresti, sgomberi di appartamenti occupati, sequestri di droga. Numeri che testimoniano un impegno operativo reale, ma che dicono anche quanto il problema sia radicato.

Il centrodestra ha ragione quando denuncia che le periferie e la sicurezza in genere restano un punto debole dell’amministrazione Sala. Ma la questione non è riducibile a un problema di ordine pubblico, risolvibile con più pattuglie. La sicurezza nelle periferie milanesi è figlia di un intreccio di fattori — disagio abitativo, povertà educativa, fragilità dei servizi, occupazioni abusive — che richiedono politiche integrate e tempi lunghi. Il centrosinistra, dal canto suo, rivendica investimenti in riqualificazione e welfare di prossimità. Ma ha torto quando sottovaluta la condizione di insicurezza di chi in quei quartieri ci vive davvero, riducendola a percezione. Se il voto di domenica scorsa ha detto che i milanesi vogliono partecipare e pretendono risposte, la sicurezza è una di quelle risposte che nessuno dei due schieramenti può permettersi di eludere. Il centrodestra vi cercherà il terreno per la rimonta; il centrosinistra dovrà dimostrare di non averlo abbandonato.