Il filosofo Emanuele Severino, nato a Brescia il 26 febbraio 1929, è mancato lo scorso 17 gennaio nella sua città. Era malato da tempo. Il filosofo ha scelto di essere cremato. La notizia, come lo stesso Severino aveva chiesto, è stata diffusa a funerali avvenuti.

“Maestro di una generazione di filosofi italiani, che è stato per la Facoltà Di Filosofia dell’Università Vita – Salute San Raffele una presenza fondamentale per le sue argomentazioni ferree e spesso critiche nei confronti anche di autori della tradizione filosofica, senza mai fare sconti”. Lo ha detto Roberto Mordacci, preside della facoltà di Filosofia dell’Università Vita – Salute San Raffaele, ricordando il filosofo scomparso tre giorni fa a Brescia. Severino era “un faro nel buio per le tesi originali e sostenute con grande rigore e una fermezza accompagnata da altrettanta cortesia e gentilezza davvero unici nel tempo. Il pensiero prima di tutto – conclude – ma sempre nel rispetto delle persone”.

Lo ricorda come un “lombardo che ha scritto la storia della filosofia e della cultura di buona parte del Novecento nel nostro Paese” invece il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “Stimatissimo anche oltre i confini nazionali, da presidente del Consiglio regionale ho avuto l’onore e il piacere di insignirlo del ‘Sigillo Longobardo’, onorificenza quantomai opportuna e meritata”, ricorda Fontana.

Redazione