Politica
Nordio rivendica la svolta sulla giustizia. L’Anm alza lo scontro con il governo
Il Guardasigilli in Aula smonta, numeri alla mano, la propaganda delle toghe e delle opposizioni. L’associazione annuncia gli Stati generali
Una giornata in Parlamento, quella di ieri, per il ministro della Giustizia Carlo Nordio, recatosi prima alla Camera dei deputati e poi in Senato per le comunicazioni sull’amministrazione della giustizia.
“Ricordo a me stesso e a voi tutti che l’efficienza e la rapidità sono condizioni essenziali ma non sufficienti”, così l’incipit di Nordio che – citando i processi del passato, che si aprivano la mattina e si concludevano la sera stessa con la ghigliottina – ha poi iniziato la sua relazione. Mentre l’Associazione nazionale magistrati annuncia gli Stati generali sulla Giustizia (“chiederemo conto al governo di quello che è stato fatto o meglio non è stato fatto”, ha affermato il segretario generale Rocco Maruotti) e prosegue imperterrita nella sua sfacciata campagna per il No, Nordio in Aula ha descritto come una “svolta epocale nella modernizzazione del sistema giudiziario italiano” quanto fatto nel 2025 grazie all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Numeri alla mano contro la propaganda delle toghe: sulle risorse per 2,7 miliardi assegnate al Ministero, il 72,9% è stato pagato, in linea con gli obiettivi prefissati; sulla riduzione dell’arretrato civile, sia presso i tribunali ordinari sia presso le corti d’appello, è stato abbattuto di oltre l’85% rispetto al 2022; sulla riduzione dei tempi di trattazione, nel civile il disposition time si è ridotto del 27,8% rispetto al 2019 e nel penale del 37,8%; il tutto a conferma – secondo Nordio – della “efficacia delle riforme processuali e degli investimenti in capitale umano”. La lentezza della giustizia civile “ci costava il 2% del PIL”, ha affermato, fornendo poi altri dati su assunzioni, edilizia giudiziaria e anche digitalizzazione.
Su quest’ultimo punto, l’iter è più che completato a detta del Guardasigilli, visto che il numero di fascicoli digitalizzati, al 31 dicembre 2025, ha superato il target previsto. Toni particolarmente accesi si sono registrati quando Nordio ha riferito in merito alle strutture penitenziarie. “Non voglio assolutamente dire che abbiamo risolto il problema”, dice Nordio sul sovraffollamento, sostenendo di non volersi sottrarre da quel “fallimento da parte dello Stato” che sono i suicidi in carcere. Perché sì, anche se la percentuale è diminuita, “è sempre intollerabile”.
La relazione si sposta, poi, sull’anno che verrà, e subito – tra gli applausi del centrodestra – Nordio annuncia un risultato storico: “Alla fine del 2026 avremo colmato per la prima volta dalla costituzione della Repubblica l’organico della magistratura”. Restando in tema, inevitabile il passaggio sulla riforma della giustizia che presto gli italiani saranno chiamati a votare, il prossimo marzo. Una riforma, ribadisce Nordio, “che mira ad attuare una rivoluzione processuale di 40 anni fa, non è né contro la magistratura, né contro l’opposizione, né contro nessuno”. Dinanzi la “petulante litania” secondo cui il governo vorrebbe mettere il Pm sotto l’esecutivo, il ministro ripete l’articolo 104 della Costituzione italiana: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta da magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”.
Una riforma in piena applicazione della Carta che andrà a elevare, sostiene Nordio, “il Pubblico ministero alla stessa dignità, autonomia e indipendenza del Giudice”, di certo non sotto i dettami politici dell’esecutivo. Non solo, il ministro ha ricordato – a prova della sua tesi – che vi sono moltissimi esponenti non di centrodestra a favore della separazione delle carriere e del Sì alla riforma. Eppure, la sinistra le sta tentando tutte pur di far passare il referendum come un voto pro o contro il governo Meloni, a trasformarlo in “un voto estremamente politico”. Chiaramente, non è così, lo sappiamo bene: a marzo il voto sarà solo ed esclusivamente sulla magistratura.
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