Gli atti di vandalismo
Occupazione al Rossini di Napoli, gli studenti devastano la palestra con scooter e estintori
Due scooter che attraversano una palestra scolastica suonando il clacson, decine di ragazzi in un ambiente destinato all’attività sportiva e recentemente ristrutturato trasformato in uno spazio di agitazione collettiva con l’apertura degli estintori e salti sui banchi. Sono le immagini di alcuni video pubblicati sui social dai ragazzi che stanno occupando l’istituto Rossini di Napoli, che riaccende il confronto sulle modalità della protesta studentesca e sulla tutela degli edifici pubblici. La sequenza mostra due motorini che entrano nella palestra mentre numerosi ragazzi assistono festosi alla scena. Un episodio che solleva interrogativi sulla sicurezza, sul rispetto degli spazi comuni e sulla responsabilità di chi partecipa alle occupazioni.
La vicenda si inserisce nella stagione di mobilitazioni che sta interessando diversi istituti superiori, con gli studenti impegnati in occupazioni, assemblee e iniziative di contestazione. A Napoli, nelle giornate scorse, la protesta aveva già coinvolto numerosi licei cittadini, tra cui il Mercalli, l’Umberto, il Sannazaro e il Genovesi. Il primo liceo ad occupare è stato il Tito Lucrezio Caro che però, proprio in queste ore, ha comunicato di aver disoccupato l’istituto. In questo contesto, quanto avvenuto nella palestra del Rossini introduce una questione distinta dalle ragioni politiche e scolastiche della mobilitazione: la gestione degli spazi durante l’occupazione e la necessità di evitare comportamenti che possano mettere in pericolo le persone o compromettere il patrimonio dell’istituto.
Le scene che stanno rimbalzando sui social rischiano di minare la bontà di una protesta che, sulla scia degli studenti francesi, sta prendendo piede anche in Italia. In particolare a Napoli sono una 15ina gli istituti occupati, mentre a Torino se ne contano oltre 20. Genova è stata una delle città in prima linea di una serie di occupazioni che sono arrivate anche in alcune scuole di Roma.
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