La decisione sarà nelle mani dei cittadini. Nella cabina elettorale. Dinanzi a una scheda che sancirà la riforma della struttura del terzo potere. Il Parlamento ha già approvato la legge di revisione, ma – in mancanza del raggiungimento dei due terzi – il potere di approvazione passa al popolo. Un sistema perfetto. I nostri Padri costituenti lo avevano previsto. In parole semplici, si chiede al cittadino se vuole confermare la modifica di sette articoli della Costituzione, inerenti l’ordinamento della magistratura. La nuova istituzione di due Csm, separati per funzione giudicante e requirente, e la nascita di un’Alta Corte disciplinare, organismo che dovrebbe occuparsi esclusivamente di giudicare i magistrati sotto il profilo disciplinare.

I due Csm e il sorteggio

I punti che maggiormente possono incuriosire sono il sistema e la modalità attraverso cui la procedura del sorteggio, scelta come metodo di composizione dei nuovi organismi, li va a strutturare. Attualmente il Consiglio superiore della magistratura è composto da 33 membri: 3 sono membri di diritto, il Presidente della Repubblica (che lo presiede), il Primo Presidente della Corte di Cassazione e il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione. Gli altri 30 componenti sono elettivi: 20 magistrati togati, scelti direttamente dai colleghi attraverso la procedura del voto, e 10 membri laici, eletti dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di diritto e avvocati con almeno 15 anni di esercizio. Con la riforma, il sistema cambierebbe totalmente e verrebbe superato. Per la composizione dei due nuovi Csm cambia il metodo di selezione. Allo stato non sono ancora definiti numericamente nel dettaglio, ma è prevista una forte componente di sorteggio tra laici oltre ai membri di diritto. Un terzo dei componenti sarebbe sorteggiato da un elenco di professori universitari e avvocati con almeno 15 anni di esercizio, stilato dal Parlamento, e i restanti due terzi verrebbero scelti con sorteggio integrale tra tutti i magistrati appartenenti al rispettivo ordine, senza voto e senza liste.

L’Alta Corte disciplinare

Per ciò che riguarda l’Alta Corte disciplinare, con l’approvazione della riforma, i due nuovi Csm non avrebbero più il potere disciplinare. Il nuovo organismo sarebbe composto da 15 membri, di cui 3 di nomina del Presidente della Repubblica, scelti tra professori ordinari di Università in materie giuridiche e avvocati con venti anni di esercizio; 3 estratti a sorte dal Parlamento in seduta comune e i restanti 9 estratti a sorte tra i magistrati giudicanti e requirenti. L’appello è forte. È di andare a votare. Perché, solo esercitando la propria preferenza al voto, la riforma costituzionale rappresenterà appieno l’appartenenza a una volontà garantista di tutti i cittadini.

Luca D'Alessio

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