L’Associazione presieduta dalla Senatrice Bonfietti non ha presentato nessun “ricorso”, la sola opposizione rituale e tempestiva è quella presentata dalla Signora Giuliana De Faveri Tron e dall’Associazione da lei presieduta (AVDAU). Le argomentazioni del Generale Tricarico non ignorano i fatti e la realtà, ma si basano sulle risultanze probatorie che erano a disposizione del pm il quale, però, è da tempo convinto che la bomba a bordo non è un’ipotesi sostenibile (al contrario di quanto scritto dai Periti nominati dal Giudice nel processo principale).

Ad ignorare “le verità” sono quanti hanno instillato -a partire da quella lontana tragica estate del 1980 – la suggestione della fantomatica battaglia aera, del collegamento con il ritrovamento del MIG libico in Sila il 19 luglio 1980, del sistematico oscuramento di ogni indizio e/o prova a sostegno della tesi dell’esplosione della bomba a bordo. La richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma, si limita a ripetere le ipotesi sostenute nell’ordinanza di rinvio a giudizio; ipotesi che erano state spazzate via dalle sentenze delle Corti di merito e della Corte di Cassazione del gennaio 2007.

Si tratta di un procedimento penale, nato sulle ceneri del fallimento del dott. Priore, nel quale, in oltre 16 anni di indagini, non è emerso nessun nuovo elemento concreto. Tutto ciò sebbene alla lista dei mitomani di Ustica se ne sono aggiunti altri, spesso addirittura più confusi ed incerti di quelli del passato ma pur sempre contaminati da quanto sentito nei programmi televisivi volti a fare spettacolo intorno alla Strage. Nella richiesta di archiviazione non viene accertata nessuna verità e per dimostrarlo abbiamo depositato una corposa opposizione con numerosi allegati; abbiamo anche depositato altre 6 memorie integrative e due nuove consulenze tecniche per un totale di centinaia di pagine tramite le quali argomentiamo che nelle richieste di archiviazione del 2022 non c’è nessuna verità così come nessuna verità c’era nell’ordinanza di rinvio a giudizio del 1999 tanto che gli imputati che rinviava a giudizio sono stati tutti assolti. Sono atti e documenti che dovranno essere esaminati dal GIP di Roma e che quindi devono rimanere riservati nonostante le richieste di archiviazione della Procura di Roma contro le quali ci siamo opposti sono state invece da tempo pubblicate nel web.

Nessuna verità anche nelle dichiarazioni/interviste del Presidente emerito Francesco Cossiga e dell’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato; sul punto, abbiamo allegato i verbali di quanto dichiarato da entrambi gli Presidenti (del Consiglio) in altre occasioni ed altra documentazione a sostegno della inattendibilità della narrazione mediatica del Muro di Gomma (con sceneggiatura di Andrea Purgatori) che ha da sempre suggerito inesistenti “misteri sulla strage, su cancellazioni di tracciati radar spariti, troppe morti sospette, atti e registrazioni scomparsi”, nonché la favola della violazione della “sovranità con un atto di guerra, compiuto da aerei di Paesi alleati, che per errore abbatté sopra Ustica un volo civile che da Bologna doveva raggiungere Palermo”.

In tal modo ci si è concentrati sulla battaglia aera, sulle presunte responsabilità dei militari della Nato e non si è mai indagato sulle piste terroristiche all’ora suggerite ad esempio dall’onorevole Zarberletti; sul chi e perché ha ordinato ed eseguito l’attentato terroristico che ha provocato l’esplosione in volo del DC-9 Itavia il 27 giugno 1980 alle ore 20,59 e 45 secondi circa; su chi aveva interesse a coprire le motivazioni politiche dell’attentato terroristico e/o a beneficiato di una campagna mediatica contro la Nato che continua a produrre i propri frutti. Le sole verità che si continuano ad ignorare sono quelle che risultano invece evidenti dall’esame delle risultanze istruttorie, esame che richiede tempo e competenze ma soprattutto richiede libertà da quel pregiudizio dal quale nessuno è immune.

Gregorio Equizi

Autore

*Difensore della Signora Giuliana De Faveri Tron, che nella Strage di Ustica ha perso la madre