Il campione
Thomas Ceccon: “Le signore dell’acquagym mi deconcentrano. Musica troppo alta, non si preparano così le Olimpiadi. Australia? Tutto bello ma non ci torno”
Alla fine i problemi di Thomas Ceccon non sono poi così diversi da chi va in piscina due volte a settimana: sopportare la confusione delle signore dell’acquagym. Il miglior dorsista azzurro della storia ne parla quasi scherzando, ripercorrendo le tappe del post-Olimpiadi di Parigi, dall’Australia alla vasca della sua nuova città: “A Verona (84 chilometri di distanza dalla sua Thiene, ndr) ho comprato casa, e in piscina condivido uno spazio con tre gruppi di signore che alle 9:30 entrano in acqua per la loro lezione. Non voglio essere maleducato, ma il loro programma prevede anche musica alta, e mi deconcentra molto. Questa cosa va cambiata, non posso prepararmi così per Los Angeles”, racconta oggi in un’intervista a Repubblica.
L’esperienza in Australia e gli allenamenti
Il percorso di reset post-olimpico era iniziato in Australia, meta prescelta per ricominciare ad allenarsi. “È stata una svolta – aveva detto al suo rientro -, dopo l’allenamento qualche volta prendevamo e andavamo a surfare tutti insieme, ma ero stanchissimo, soprattutto all’inizio, alla sera crollavo, alle 22 a nanna”.
Proprio lui che veniva da altrettanti mesi da insonne, che andava a letto alle sei di mattina, che litigava con la notte e che dormiva fino alle 2 di pomeriggio. “Lì invece cadevo fulminato”. Ceccon è tornato oggi sui quattro mesi passati dall’altra parte del mondo: “Rispetto a noi curano di più la parte atletica, tra palestra, corsa, spinning. Ho preso casa, ho cucinato, sono diventato più indipendente. Un’esperienza che mi è servita, ma non penso più di ritornarci, è un capitolo chiuso. L’Australia mi ha aiutato a svuotarmi la testa. Mi sono allenato con un gruppo fenomenale, tutti gli atleti avevano vinto qualcosa”.

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