L'incontro
Tutela dell’ambiente, protocollo di intesa tra Arpa Campania e Parthenope: nasce il corso universitario per Giurista Ambientale
Il diritto ambientale ha smesso da tempo di essere una disciplina di nicchia per trasformarsi in una sfida multidisciplinare che interroga la salute pubblica, l’efficienza industriale e il rigore dei Tribunali. È questo il fulcro del convegno tenutosi ieri 31 Marzo presso il Tribunale di Napoli, un incontro che ha tracciato una linea continua tra le criticità storiche italiane e le più recenti evoluzioni normative.
L’evento, che ha visto tra i protagonisti il Direttore Generale dell’ARPA Campania Stefano Sorvino, Il Pubblico Ministero della DDA Cristina Curatoli, il GIP presso il Tribunale di Napoli Luca Della Ragione, il vice Coordinatore della Commissione Ambiente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, il penalista Gianni Scarpato, ha confermato la necessità di una sinergia totale tra organi di controllo e modelli organizzativi aziendali per una reale tutela del territorio. Proprio in quest’ottica di cooperazione, il Prof. Alberto De Vita, responsabile scientifico e l’Avv. Gianni Scarpato, Direttore del Corso, hanno annunciato il primo corso di formazione che prenderà il via grazie al protocollo d’intesa siglato tra l’Università Parthenope e l’ARPAC. Un’iniziativa concreta per formare professionisti capaci di coniugare rigore tecnico e legalità, trasformando la prevenzione nel primo pilastro della salvaguardia ambientale.
Diversi saranno i moduli: la normativa ambientale internazionale, il concetto di sostenibilità nel contesto giuridico ed economico, l’ambito di applicazione dell’AUA (autorizzazione unica ambientale), acque reflue ed emissioni in atmosfera, la nozione di rifiuti e bonifiche, il diritto penale ambientale e sanzionatorio, la contrattualistica ambientale con profili pubblicistici e privatistici, le analisi dei reati ambientali nel contesto del D. Lgs. 231/2001. L’Avv. Scarpato, sul punto ha dichiarato: in primo luogo, la materia ambientale è segnata da tecnicismi che richiedono, necessariamente, la partecipazione di figure professionali multidisciplinari quali legali, tecnici di settore, ingegneri specializzati, chimici etc. In secondo luogo, occorre far leva sulla prevenzione, anche in termini di consulenza preventiva; la concreta missione è prevenire la commissione dei reati con una consapevolezza del rispetto dell’ambiente, non in termini di paura da sanzione. In tale ottica potrebbe essere utile applicare un sistema di procedura di ripristino dell’area inquinata e relativa ammenda, come condizione per accedere ad istituti alternativi al processo penale. Potrebbe essere utile, a mio parere, accostare la procedura già applicata in materia di sicurezza sul lavoro, ai sensi del D. Lgs 758/94, ovviamente per i casi non gravi, che sono numerosissimi, ove viene impartita una prescrizione vincolante per eliminare il rischio; l’adempimento e il pagamento di un’ammenda entro termini specifici estinguono il reato.
Applicare la sola pena detentiva e non ripristinare lo stato dei luoghi inquinati, a mio parere, rappresenta una sconfitta. Il Corso universitario sarà un momento di formazione specifico in materia ambientale che darà prospettive future di lavoro ai tanti professionisti interessati.
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