La città
Vendita Stadio Meazza, l’inchiesta e il carico di polemiche
L’inchiesta sulla vendita del Meazza irrompe di nuovo nel dibattito con il suo carico di polemiche. Indagati, ipotesi di turbativa d’asta, nessuna contestazione corruttiva e un prezzo validato dall’Agenzia delle Entrate, dal Politecnico e dalla Bocconi. La magistratura farà il suo corso, noi avremmo voglia di dire che non abbiamo più parole, ma affermiamo che siamo garantisti e convinti che l’operazione andasse fatta: l’alternativa era perdere entrambi i club e consegnare un quartiere al degrado. Anzi, affermiamo la necessità che quel “non voler fare il sindaco passacarte” rivendicato dal sindaco Sala sia un metodo di amministrazione, soprattutto per chi verrà.
Milano ha dimostrato di saper fare cose straordinarie — le Olimpiadi ne sono la prova recente — ma non può rischiare di affrontare le grandi partite una alla volta, senza un filo che le tenga insieme. Gli affitti a 23 euro al metro quadro raccontano una città che attrae investimenti ma fatica a trattenere chi la fa funzionare ogni giorno. Lo stesso per le periferie: i finanziamenti per nuovi spazi di aggregazione vanno nella direzione giusta. Ma la sfida chiede di più: servizi da rafforzare, quartieri da reinventare. Stadio, affitti, periferie: serve una visione d’insieme. L’anno di amministrazione che manca può già tracciare il percorso. Chi guiderà dal 2027 avrà il compito di farne la priorità. Anche con il supporto fondamentale di chi ragiona sulla città con competenza, come il Centro Studi Grande Milano, che lo fa da 25 anni.
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