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Veneto, il Polesine è in coda: il passaggio generazione nelle imprese si ferma prima del via
A Rovigo la staffetta rischia di non partire affatto. Nella rilevazione Istat del 2022, elaborata da CNA Veneto, appena il 4 per cento delle imprese polesane considerava possibile un passaggio generazionale entro cinque anni, contro il 9 della media regionale. Tra il 2016 e il 2022 il passaggio lo aveva già affrontato il 10 per cento, poco sotto il 12 regionale. L’85 per cento non lo aveva fatto né lo prevedeva: nessuna provincia veneta fa peggio.
Al 30 giugno le imprese attive in provincia erano 21.367, l’8,9 per cento in meno rispetto al 2021, una flessione oltre due volte e mezzo quella regionale. Anche nell’ultimo anno il Polesine è in coda: meno 1,9 per cento, contro l’1 della media veneta. Le artigiane sono 5.292, il 10,4 per cento in meno in cinque anni, contro il 5,2 del Veneto. I prestiti alle imprese valgono 1,59 miliardi, un quarto in meno del 2021 e il 4,2 per cento in meno dell’anno scorso. E l’export del primo trimestre, 398 milioni, ha perso l’11,4 per cento sull’anno prima: Rovigo è l’unica provincia rimasta sotto i livelli del 2021.
Cresce, e parecchio, soltanto il turismo. Tra gennaio e maggio le presenze sono aumentate del 30,8 per cento sul 2025, contro il 7,1 della media regionale, e del 33,3 sul 2019: 218 mila, poca cosa rispetto agli otto milioni e mezzo del Veneziano, ma con la dinamica più vivace della regione. Delta, valli da pesca e ciclovie lungo il Po richiamano visitatori mentre nei paesi le botteghe abbassano la serranda. La provincia cambia pelle senza che nessuno l’abbia deciso: meno falegnami e meccanici, più affittacamere. Un’economia diversa, che dà lavoro ad altre persone.
Belluno, all’altro capo della regione, mostra numeri opposti pur essendo anch’essa terra di spopolamento. Il 14 per cento delle imprese ha già affrontato il passaggio, il 12 lo considera possibile entro cinque anni, il dato più alto del Veneto; quelle che non l’hanno fatto né lo prevedono sono il 75 per cento, la quota più bassa. È anche l’unica provincia con imprese attive in aumento sull’anno: più 0,4 per cento.
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