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Veneto staffetta artigiana: la regione rischia di perdere le imprese sane
Cinquant’anni di vita, e un’assemblea che a fine settembre CNA Veneto ha usato più per presentare un conto che per festeggiare. Il conto sta nello studio “Staffetta artigiana”, elaborato con il centro studi Sintesi: in regione 37 mila imprese artigiane sono guidate da un titolare che ha superato i sessant’anni. Fatturano circa 10 miliardi e occupano, secondo le stime, fino a 90 mila persone. Senza qualcuno che subentri, rischiano di chiudere insieme a chi le ha fondate.
Le più esposte sono le circa 27 mila ditte individuali, il 72 per cento del totale, che da sole valgono il 22,6 per cento del fatturato artigiano veneto. L’indagine condotta dall’associazione su duemila aziende aggiunge la voce dei diretti interessati: tra gli over 60, il 18 per cento non crede che l’impresa possa andare avanti senza di sé. Il 36 pensa a un familiare come successore, il 28 a un compratore esterno; ai dipendenti, appena il 10. “Quando chiude un’impresa artigiana che ha ancora mercato non scompare semplicemente una partita Iva”, dice il presidente di CNA Veneto, Moreno De Col. “Si perdono competenze, conoscenza del mestiere, clienti, relazioni con il territorio, capacità produttiva e occupazione”. Da decenni la salute del sistema si misura sulle nuove aperture, e De Col chiede di cambiare metro: “Oggi dobbiamo imparare a misurarla anche contando quante imprese valide siamo capaci di accompagnare verso una nuova generazione di imprenditori”.
Sullo sfondo, un quinquennio in cui il Veneto è cresciuto meno del Paese: Pil più 6,5 per cento contro il 7,9 nazionale, oltre 14 mila imprese attive perse, artigiane scese a 117.404, il 5,2 per cento in meno, anche se l’artigianato pesa ancora per il 28,3 per cento delle imprese, quattro punti sopra la media italiana. Poi l’energia. “Il 76,5 per cento delle aziende segnala un aumento della spesa energetica e l’84 per cento considera il costo dell’energia un elemento che incide in modo rilevante sulla propria attività”, spiega il segretario di CNA Veneto, Matteo Ribon, che aggiunge il rincaro del gasolio, con costi saliti del 20,4 per cento sul 2025, e l’apprensione per le tensioni geopolitiche dichiarata dal 78,2 per cento delle imprese.
La proposta di CNA è allargare il perimetro. “Il successore può essere un figlio, ma anche un dipendente, un collaboratore, un giovane artigiano o un altro imprenditore”, sostiene De Col, che parla di continuità d’impresa più che di successione familiare. Sui giovani il presidente è netto: “Abbiamo migliaia di imprese che cercano qualcuno a cui passare il testimone e, contemporaneamente, giovani che faticano a immaginare un proprio futuro imprenditoriale. Dobbiamo costruire un ponte tra questi due mondi”, con la scuola come pilone principale. Sul ponte grava anche “un pregiudizio che penalizza la scelta dei nostri giovani di cercare occupazione nella manifattura”.
In Regione qualcosa si è mosso. Il Fondo Staffetta, chiesto da CNA, è entrato nel bilancio regionale con una prima dotazione di 400 mila euro destinata a studio e accompagnamento dei passaggi generazionali; a metà settembre le categorie aspettavano ancora la delibera attuativa della Giunta. De Col lo considera “un risultato che apprezziamo” e insieme un inizio: “Ora occorre consolidare e sviluppare questo strumento”, che “può rappresentare un primo tassello di una vera politica regionale per la continuità delle imprese”.
Sul metodo, il presidente: “La logica per la quale il sistema produttivo della nostra regione può continuare a svolgere il proprio ruolo a prescindere da una programmazione comune è evidentemente superata”. Per questo CNA guarda con favore al Consiglio generale dell’economia voluto dalla Regione. Le verifiche arriveranno con la legge di bilancio regionale e con la manovra nazionale. “I 50 anni di CNA Veneto ci consegnano quindi una responsabilità”, chiude De Col. “Abbiamo accompagnato una generazione di imprenditori che ha contribuito a costruire il Veneto che conosciamo. Ora dobbiamo accompagnare la generazione che dovrà raccoglierne il testimone”.
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