Ambrogio
A destra il racconto si radicalizza parlando di ordine
Due volte in tre giorni, prima a Corvetto e Rogoredo, poi a San Siro, Matteo Perego di Cremnago ha seguito i controlli dei carabinieri nelle periferie più difficili della città. Video, strette di mano, ringraziamenti ai militari. Il sottosegretario alla Difesa ha raccontato di residenti che filmavano il passaggio delle pattuglie: si percepiva, ha detto, “la presenza dello Stato”. Il dettaglio pesa, perché Perego non viene dall’ala dura della coalizione. È il candidato di Forza Italia, un partito che a Milano dovrebbe presidiare il centro moderato.
Eppure il suo programma parla un’altra lingua. In un sopralluogo fra Gorla e via Padova ha evocato apertamente le “finestre rotte” della New York di Rudy Giuliani. Propone una legge speciale che trasformi la Polizia Locale in “Polizia della Città di Milano”, droni per sorvegliare i quartieri, militari con veri poteri di polizia al posto dei presidi statici di Strade Sicure, e un assessore dedicato alla sicurezza, delega che oggi Sala tiene per sé. Majorino ha parlato di “spot disperato”; Perego ha replicato che l’unica disperazione è quella dei milanesi costretti a convivere con degrado e criminalità. In quel botta e risposta c’è già la campagna che verrà: casa contro sicurezza, due radicalità speculari.
Silvia Sardone, vicesegretaria della Lega e lanciata da Salvini verso Palazzo Marino dal palco di Pontida, compie lo stesso spostamento su un altro registro. Alla svolta di Majorino non ha opposto un’idea diversa di città: ha evocato l’”islamo-comunismo” di Mamdani e gli “espropri proletari”. Se a sinistra New York diventa un modello, a destra diventa uno spauracchio, ma in entrambi i casi il lessico della contesa è già radicale. Più in là c’è Futuro Nazionale, che ha schierato il generale Carmelo Burgio e promette, parola di Vannacci, una Milano “rivoltata come un calzino”. Anche per non rischiare di lasciargli il tema, gli altri candidati di coalizione spingono sull’accento del racconto. Il risultato è un campo in cui si fatica a presidiare il centro. Un candidato si fa riprendere accanto alle pattuglie, la concorrente risponde alle proposte sulla casa con l’immaginario dell’assedio, e più a destra c’è chi promette di rivoltare la città. La radicalizzazione non ha un solo colore: a destra pare prendere la forma di un racconto, prima ancora che di un programma.
© Riproduzione riservata




