Fonti Governo Meloni: "Su Almasri tutto facilmente riscontrabile"
Almasri arrestato in Libia: “è accusato di omicidio e violazione diritti di dieci detenuti”. Legale vittima torture: “Figuraccia Stato Italiano”
Il generale libico Osama al Najem, noto come Almasri, sarebbe stato arrestato in Libia con l’accusa di omicidio e violazioni dei diritti umani nei confronti di dieci detenuti. E’ quanto fa sapere – attraverso i media locali – l’ufficio della Procura generale libica, guidata da Al Siddiq al Sour.
Almasri era accusato da tempo di gravi violazioni dei diritti umani, con un mandato di cattura disposto dalla Corte penale internazionale, ma ciò nonostante venne liberato dal governo italiano poche ore dopo l’arresto e accompagnato con un volo di stato in Libia. Adesso le accuse nei suoi confronti riguardano la morte di un detenuto presso l’Istituto di correzione e riabilitazione di Tripoli e la violazione dei diritti di dieci prigionieri.
In una nota della Procura generale della Libia diffusa sui social si legge: “Il sostituto procuratore generale ha completato la raccolta di informazioni relative alle violazioni dei diritti dei detenuti nell’istituto di correzione e riabilitazione di Tripoli che hanno segnalato alla Procura generale di aver subito torture e trattamenti crudeli e umilianti”, spiega la Procura generale, è stato “quindi condotto un interrogatorio sulle circostanze relative alla violazione dei diritti di dieci detenuti e alla morte di un detenuto a seguito di tortura”. “In presenza di prove sufficienti per procedere con l’accusa”, la Procura sottolinea di aver “rinviato a giudizio l’imputato, attualmente in custodia cautelare”.
Almasri era stato arrestato a Torino dalla polizia italiana il 19 gennaio scorso, mentre si trovava in Italia per assistere a una partita di calcio tra Juventus-Milan dopo essere entrato nell’Unione europea attraverso la Germania. L’arresto era avvenuto in seguito a una presunta segnalazione dell’Interpol e con l’accusa di presunti crimini di guerra. Il 22 gennaio, in un comunicato stampa, la Corte penale internazionale aveva confermato di aver emesso un mandato d’arresto nei confronti di Almasri in data 18 gennaio ma il generale libico era stato rilasciato il 21 gennaio dalle autorità italiane e rimpatriato a Tripoli.
Per avere scarcerato e riportato in Libia il comandante sono stati iscritti nel registro degli indagati il sottosegretario Alfredo Mantovano, i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi. Mercoledì scorso il Tribunale dei ministri ha archiviato l’indagine dopo il voto del 9 ottobre alla Camera che ha negato la richieste di autorizzazione a procedere nei confronti dei tre esponenti del governo.
Fonti Governo Meloni: “Su Almasri tutto facilmente riscontrabile”
Su Almasri “tutto è facilmente riscontrabile da chiunque sul sito della Corte, ed è stato ampiamente illustrato in sede di Tribunale dei ministri, di Giunta per le autorizzazioni della Camera e nell’Aula della stessa Camera: è pertanto singolare che questo elemento, obiettivo e pubblico, rappresenti una assoluta novità per tanti esponenti delle opposizioni”. Lo sottolineano fonti di governo dopo l’arresto in Libia del generale. “La novità reale rispetto al 20 gennaio 2025 – spiegano le stesse fonti – è invece quanto avvenuto a Tripoli con gli scontri armati scoppiati nel maggio 2025, innescati dall’uccisione di Abdelghani Gnewa Al Kikli. A seguito di ciò, la Forza Rada, di cui Almarsi è esponente di spicco, è stata indebolita militarmente e politicamente, e ha subito un ridimensionamento, con una importante cessione di fatto del monopolio delle funzioni di sicurezza delegate e della capacità di controllo del territorio. Proprio questo contesto di ridotta autonomia della Forza Rada – concludono – ha reso oggi il fermo di Almasri non solo materialmente possibile, ma anche funzionale a obiettivi interni del Governo di Unità Nazionale libico”.
Legale vittima torture: “Figuraccia Stato Italiano”
“Sono felicissima ma per lo Stato italiano è una grande figuraccia. Sono pronta a depositare una richiesta di risarcimento nei confronti della Presidenza del Consiglio e dei ministri coinvolti in questa vicenda”. È quanto afferma all’agenzia Ansa l’avvocato Angela Bitonti, legale di una donna ivoriana, da anni residente in Italia e vittima delle torture di Almasri, commentando la notizia dell’arresto in Libia del generale. “Dobbiamo capire quali potrebbero essere gli sviluppi a questo punto, se sarà processato lì oppure se potrà essere consegnato alla Corte Penale Internazionale – aggiunge -. Ho speranza che la mia assistita possa ottenere giustizia ma in quanto cittadina italiana sono veramente delusa e mortificata perché l’Italia non ha proceduto all’arresto quando aveva Almasri tra le mani”.
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