Questo non è solo storytelling efficace. È servizio pubblico
Un tram chiamato Italia: Mattarella, Valentino Rossi e lo spot per Milano-Cortina 2026 che sceglie la lentezza della responsabilità contro la retorica del protagonismo
C’è lo spot istituzionale del Quirinale, realizzato per l’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, che merita di essere guardato con attenzione. Non per quello che mostra, ma per come sceglie di mostrarsi. Il Presidente della Repubblica non è al centro della scena. Non apre il corteo, non guida, non domina l’inquadratura. È un passeggero. Seduto su un tram che attraversa Milano. Osserva.
Quel tram diventa molto più di un mezzo di trasporto: è il veicolo simbolico di un Paese intero. Italiani di prima e seconda generazione, immigrati, lavoratori, sportivi, volti diversi, storie diverse. Un mosaico reale, non idealizzato, che restituisce l’immagine di un’Italia plurale, complessa, viva.
Mattarella non parla, non indica, non spiega. Custodisce. Tiene dentro di sé quell’immagine, come se il suo ruolo fosse prima di tutto quello di preservare l’unità di ciò che vede, non di imporsi su di esso. Poi l’arrivo a San Siro. L’effetto wow è evidente, ma non retorico. A guidare il tram c’è Valentino Rossi. Il più grande pilota delle due ruote italiane alla guida di un mezzo lento. Potrebbe sembrare una discrasia, e invece è un ossimoro potentissimo: la velocità del talento che accetta la lentezza della responsabilità.
Perché il campione non è solo chi vince. È chi porta valori. Chi accetta traiettorie lente ma costanti. Chi ha una visione che va oltre se stesso. La stretta di mano, la pacca sulla spalla, raccontano senza parole qualcosa che somiglia a un “continua, Presidente”. Continua a tenere insieme questo Paese. Continua a custodirlo.
In un tempo in cui la comunicazione politica istituzionale scivola spesso nella megalomania e nell’iper-presenza del corpo del leader, qui accade il contrario: il leader svanisce. Resta un nonno che restituisce un pupazzo a due bambine. Un gesto minimo che parla di futuro, di cura, di sogni che non devono andare persi.
Questo non è solo storytelling efficace. È servizio pubblico. È utilità civile. È un’idea alta di istituzione che, senza alzare la voce, ricorda a tutti che guidare un Paese non significa stare davanti, ma saper viaggiare insieme.
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