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Approfittiamo dello stop per il Covid per nuovi edifici con vulnerabilità zero

Imprenditrice
Approfittiamo dello stop per il Covid per nuovi edifici con vulnerabilità zero

La scuola, e non parliamo solo di didattica, è uno dei problemi del Covid19. L’anno scolastico ha subìto un colpo di arresto brusco e inaspettato. Ormai le scuole sono chiuse dal 5 marzo, e pare che la data X se ripartire o meno è quella del 18 maggio, pare sia stata fissata al solo scopo di avere una possibilità pari al 50%. Ma affrontiamo il problema per quello che è: la Scuola come struttura, edificio.

Negli anni sono stati fatti scempi sulle scuole, sono circa quindici anni di spreco di danaro non solo europeo. Il motivo è che stiamo cercando di ristrutturare fabbricati non più idonei. Ricordiamo a malincuore l’incidente avvenuto nella scuola Giovanni Battista Pirelli in zona Niguarda nell’ottobre scorso – parliamo di un fabbricato ristrutturato, ma non più a norma perché sono cambiate le regole, e sono cambiate le formule. L’edilizia scolastica deve seguire l’evoluzione dell’uomo. Pertanto è inutile che noi spendiamo soldi su immobili di vecchia concezione. Facciamo un’analisi dei giovani che vanno a scuola, sappiamo dati alla mano che il numero è in forte diminuzione, se diminuiscono le nascite è un dato ovvio, detto questo si deve pensare a delle scuole comprensoriali, per i trasporti che abbiamo e usufruiamo oggi non è concepibile che due comuni a pochi chilometri di distanza debbano avere due scuole medie, due scuole elementari, e via discorrendo, risulta logico costruirne una soltanto, spendere soldi, tanti soldi su edifici costruiti negli anni ’60 – per giunta sismicamente non idonee il risultato è quello di non avere niente. Per la soluzione del problema si deve nominare una Commissione Specifica di valutazione del territorio e di come devono essere fatti i lavori. Per gli edifici non idonei non si devono spendere i soldi: qui cade a fagiolo un esempio politico.

La Regione con finanziamenti regionali che si accede tramite bando promuove l’efficientamento energetico, il politico di turno pensa – perdonatemi – sbagliando quei soldi non si devono perdere e su un edificio inutilizzabile si spendono soldi in maniera sconsiderata, il risultato è devastante. Dopo dieci anni, anche meno quel l’edificio andrà demolito, strutturalmente non sarà idoneo, si avranno dei cedimenti. La soluzione c’è, si dovranno costruire edifici con vulnerabilità zero. Tutti i Comuni d’Italia dovranno fare un’analisi di quanti soldi hanno speso negli ultimi dieci anni, la somma sicuramente ci porterà ad una consapevolezza: avremmo costruito scuole adeguate, e a norma. E’ cambiata l’evoluzione, devono cambiare le strutture.

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