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Coronavirus, lo sforzo dei sindaci calabresi contro il Covid-19

Esperto in comunicazione
Coronavirus, lo sforzo dei sindaci calabresi contro il Covid-19

Uno dei lati drammatici del Coronavirus è l’imprevedibilità, non conosciamo i tempi, nessuno è in grado di fare previsioni. Pare però che questi siano i giorni decisivi per le regioni del Sud e, quindi, anche per la mia amata Calabria. Tanto fragile, ma, sono convinto, tanto forte. Anche in Calabria, come nel resto d’Italia, le componenti sociali davvero tutte, sin dai primi giorni si stanno impegnando al massimo senza lasciare nulla al caso. Uno sforzo straordinario, commovente. Commovente è anche il lavoro dei Sindaci che, però, purtroppo, sottolineano alcune gravi carenze: l’assenza degli strumenti fondamentali per affrontare l’emergenza e la carenza di agenti di Polizia Municipale. E così c’è chi si reinventa vigile nella piazza del paese per controllare la circolazione e chi organizza la consegna della spesa a casa, c’è chi chiede l’istituzione di check point al confine, chi lotta per evitare che la propria città sia un lazzaretto e chi sdogana maratone letterarie.

Grandi e piccoli gesti per affrontare un qualcosa mai vista prima. Eppure i primi cittadini si sentono soli, non ascoltati dal governo. Emblematica, in questo senso, è la lettera del Sindaco di Diamante, Senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno che, scrivendo alla Presidente Casellati e al Premier Conte, spiega così le ragioni della sua assenza nella seduta del 26 marzo:
Sono spiacente nel comunicare che, purtroppo, non sarò presente in aula. È una scelta che in coscienza sento di fare per proteggere voi, i colleghi senatori e quanti potrei incontrare.” Scrive nella missiva Magorno, per poi aggiunger: “Non ho contratto il Covid-19 né sono positivo o almeno penso, sono semplicemente un Parlamentare del Mezzogiorno che è anche un Sindaco che si è trovato, insieme a tanti altri, ad affrontare l’emergenza Coronavirus in una terra dove il primo cittadino resta l’unico vero e fondamentale punto di riferimento a cui aggrapparsi e rivolgersi per ogni esigenza, specialmente in questo periodo di grande apprensione”.

Sono il sindaco di un Comune Calabrese dell’Alto Tirreno Cosentino, Diamante, che – aggiunge il Senatore di Italia Viva nella lettera – in queste settimane, come tanti altri sindaci, in trincea, giorno e notte, sta lavorando a stretto contatto con cittadini, medici, infermieri, operatori sanitari, agenti delle forze dell’ordine e di pubblica sicurezza, dipendenti comunali, amministratori, collaboratori, volontari, tutti senza i necessari e adeguati strumenti di protezione sanitaria, perché mancano, perché è impossibile reperirli o forse perché hanno dimenticato di fornirli anche a noi, quaggiù in Calabria. Il mio –conclude – è un eccesso di rispetto verso gli altri e ligio, come sempre, al dovere lo sono, soprattutto ora, nel voler responsabilmente tutelare la salute di tutti. Egregio prof. Conte, profondamente rammaricato per non poterLa ascoltare, porgo a Lei e alla Sen.Casellati, le mie scuse per l’assenza di domani“.

Sono parole drammatiche in un momento drammatico. Nulla può essere sottovalutato, per il bene di tutti.

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