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Diario da un paese in zona rossa 6 novembre 2020

Esperto in comunicazione
Diario da un paese in zona rossa 6 novembre 2020

San Marco Argentano (Cs), venerdì 6 novembre

Mi sono svegliato in zona rossa. Dimensione, quasi, nuova abitudini vecchie. Esco presto per la passeggiata insieme al mio cane. Poco movimento, due Carabinieri all’ingresso dell’ex ospedale. Per il resto tutto scorre piatto. In mattinata una dichiarazione del Premier Conte che stimola in me una riflessione. La zona rossa-pare-non sia uno schiaffo.  Io credo sempre alla buona fede delle persone, però credo che ci sia un modo solo per passare dalla teoria alla pratica; questo modo è aiutare in concreto chi non può lavorare; non basta la politica dei ristori, è necessario un blocco, immediato, del Fisco.

Mi chiedo se qualcuno, al governo, ha visto le immagini delle piazze calabresi dove tanti lavoratori disperati protestavano perché chiudere tutto significa togliere loro quel pezzo di pane portato a casa, ogni giorno, con tanta fatica.

Il cielo è coperto, ogni tanto esce un pallido sole, la costante è il silenzio. Leggo del brutto atto contro la foto del fratello di don Puglisi e di Papa Francesco che si trovano vicino casa del Beato, mi dispiace.

Dall’America arrivano notizie che avvicinano Biden alla Casa Bianca.

Le giornate sono sempre più corte, arriva la sera. Il periodo è buio, ma cerco di pensare al bello che ho la fortuna di vivere.

 

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