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Draghi e Mattarella, chi e dove? Gigliuto scrive il Romanzo Quirinale

Giornalista, comunicatore, fondatore di Velocitamedia.it
Draghi e Mattarella, chi e dove? Gigliuto scrive il Romanzo Quirinale

Il conto alla rovescia è cominciato da poche settimane. Eppure, anche nel corso di una conferenza stampa di alcuni giorni fa del presidente del Consiglio, è stato tirato in ballo l’argomento Quirinale. Draghi ha definito «irrispettoso» parlarne. «Verso di me e verso il Capo dello Stato», ha precisato.

Già, Mattarella e Draghi. Draghi e Mattarella. Sono i due protagonisti di questo semestre bianco, e probabilmente lo saranno fino a marzo prossimo. Ma cosa ne pensano gli italiani? Per il dopo Mattarella puntano su Mattarella? Chiedono un trasloco da Palazzo Chigi? O, ancora, hanno individuato un outsider? Ho affrontato il tema con Livio Gigliuto, il cardiologo degli italiani, colui che da vicepresidente di Istituto Piepoli tiene il polso e sente il battito dell’Opinione e dei suoi mutamenti.

«Quello che abbiamo notato nel corso delle nostre analisi è che gli italiani vogliono mantenere questa situazione, si stanno innamorando di questa fase della vita del Paese», spiega Gigliuto. «Naturalmente, non sono contenti della pandemia e di tutto ciò che è conseguito, ma comincia a piacergli l’organizzazione che il Paese si è dato: se potessero decidere, farebbero una fotografia e manterrebbero lo status quo». Una tendenza che probabilmente è suffragata dall’estate sportivamente esaltante dell’Italia. «Verissimo – conferma il vicepresidente di Istituto Piepoli -, tanto che in questo dream team ideale potrebbe essere inserito anche il Ct della Nazionale Roberto Mancini. Un nostro connazionale su tre ci ha detto che dopo Londra e Tokyo si sente più orgoglioso di essere italiano».

Tornando all’ambito prettamente politico-istituzionale, la domanda che molti si pongono è: perché cambiare un assetto che riteniamo stia andando bene? «Mattarella è considerato l’idealtipo di Capo dello Stato: stile sobrio ma grande capacità di gestire fasi anche calde, senza tuttavia dare idea di interventismo. Un bis gli italiani lo farebbero volentieri. A maggior ragione – prosegue Gigliuto – perché l’alternativa che piace di più è proprio Draghi. È ormai chiaro che l’ex numero uno della Bce non è Monti, per il quale la fiammella si spense nel giro di un trimestre. Ma proprio per lo schema dell’intoccabilità, perché dover rinunciare tra sei mesi a Draghi in un ruolo operativo? Insomma, secondo l’Opinione le pedine sono al posto giusto, sarebbe giusto proseguire in questo modo».

Il Romanzo Quirinale, lo sappiamo, può offrirci però dei capitoli totalmente inattesi. Per cui, se il nuovo Presidente della Repubblica non dovesse essere né Mattarella né Draghi, quale potrebbe essere un nome caldo? «Ne cito due: Elisabetta Casellati o Marta Cartabia. Credo che il Paese sia maturo per una donna, e forse sarebbe anche giusto», spiega Gigliuto. «Per l’Opinione è preferita la Cartabia. Potrebbe essere il turno di una donna anche perché prima forse c’era maggiore necessità di un Capo dello Stato con un poderoso retroterra politico, dovendo gestire fasi molto complesse e delicate».

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