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Festeggiando la Repubblica bisogna pensare anche all’unità europea

Festeggiando la Repubblica bisogna pensare anche all’unità europea

Alla vigilia della festa della Repubblica, voglio sottolineare il coraggio e la determinazione di due donne, entrambe tedesche. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen , e la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, ci hanno regalato negli ultimi giorni un sussulto di ottimismo e speranza nella prosecuzione del cammino di unità europea. Che non è un progetto, ma un’eredità che ci è stata lasciata dai padri fondatori. Ed è l’unica ragione di speranza per la nostra e le future generazioni di non fare rivivere i fantasmi dei secoli scorsi, che hanno visto il nostro continente insanguinato da guerre fratricide.

L’Ue – se le proposte della Commissione Europea non verranno stravolte dai sovranisti e nazionalisti dei Paesi nordici, che le considerano troppo generose nei confronti dei Paesi del Sud Europa – ha dimostrato la volontà di fornire quella richiesta “potenza di fuoco”, senza precedenti nella sua storia, per fare fronte alla crisi economica epocale causata dalla pandemia. E l’Itala sarà il paese che più ne beneficerà. Sperando però che si dimostri capace di fare tesoro di questi aiuti. Facendo anche passare dalle legittime proteste alle doverose, proposte, (che ci auguriamo anche concrete e realistiche), i diversi ululatori alla luna. Alcuni dei quali inneggiano persino all’Italexit, per me sinonimo di invito al suicidio collettivo al grido di: “muoia Sansone con tutti i filistei!”.

Non manco mai occasione, nei miei scritti, ma anche nelle mie diverse attività associative – che siano quelle dell’ANCRI, dell’ANFI (l’Associazione Nazionale dei Finanzieri d’Italia) o del Rotary – di ricordare ai miei lettori o interlocutori che la Repubblica Italiana non è solo membro, ma anche socio fondatore di quel grande club che si chiama Unione Europea. Che è l’unico esempio, nella storia dell’umanità, di progressiva costruzione sovranazionale compiuta unicamente nella pace, nella libertà, nella democrazia e nella legalità. Un processo senza dubbio più lungo e laborioso di  un’invasione e annessione manu militari, con conseguente imposizione di bandiera, lingua, moneta e leggi del vincitore. Ma che è anche un’eredità che abbiamo il dovere di consegnare ai nostri figli e nipoti, senza mai scordare il sangue versato dai nostri padri e nonni per tramandarcela, assicurandoci oltre settant’anni di pace, libertà, democrazia e benessere.

Ed è in questo spirito che mi unirò da Bruxelles, assieme agli altri 17 delegati ANCRI nel mondo,  alle celebrazioni, all’insegna della pandemia, di questa Festa della Repubblica 2020.

L’ANCRI è l’Associazione Nazionale Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Cioè il sodalizio che raccoglie i benemeriti della Repubblica Italiana, insigniti delle onorificenze di Cavaliere, Ufficiale, Commendatore, Grande Ufficiale o Cavaliere di Gran Croce. Quest’anno, gli insigniti parteciperanno alle celebrazioni del 2 giugno rivolgendo un commosso pensiero alle vittime del coronavirus e rendendo omaggio agli operatori sanitari che fino all’estremo sacrificio si sono prodigati per soccorrere e curare.

Lo ha annunciato il presidente nazionale Ufficiale Tommaso Bove, precisando di aver chiesto ai presidenti delle delegazioni in Italia e all’estero di diffondere con ogni mezzo l’esecuzione dell’inno nazionale, accompagnata dalle immagini dei luoghi più rappresentativi del territorio e dalle scie tricolori delle Frecce Azzurre che dal 25 maggio stanno sorvolando i nostri cieli.

“Ciò – ha precisato Bove – nel solco delle finalità statutarie dell’associazione che prevedono la più ampia divulgazione dei principi e dei valori della nostra Costituzione, specialmente di quelli incarnati nei simboli nazionali.”

Secondo il prefetto Francesco Tagliente, delegato ai rapporti istituzionali, la Festa del 2 giugno “deve rinnovare nelle nostre coscienze il ricordo del referendum che nel 1946 stabilì la forma repubblicana dello Stato e che fu la prima votazione nazionale a suffragio universale. 13 milioni di donne e circa 12 milioni di uomini pari, complessivamente, all’89,08% degli aventi diritto al voto, depositarono la scheda dell’urna.”

«Il 2 giugno – ha aggiunto Tagliente – è anche l’occasione per ricordare la figura di Carlo Azeglio Ciampi, protagonista di una formidabile campagna di rivalutazione dell’idea della Patria e dei suoi simboli, che fece ripristinare la tradizionale parata sui Fori Imperiali e restituì alla celebrazione la dignità di festa fissa. Di qui le iniziative a livello provinciale e locale, le cerimonie nei capoluoghi di provincia, il solenne conferimento delle onorificenze dell’OMRI nelle prefetture».

Per il prefetto Tagliente, «il Tricolore e l’inno nazionale riflettono gli ideali più nobili che hanno guidato l’Italia a conquistare, con le armi e i suoi martiri, la libertà e la democrazia. E quanto sia forte il loro radicamento nell’anima della gente lo hanno dimostrato le migliaia di bandiere nazionali sui balconi e le note del Canto degli Italiani che hanno colorato e scandito le prime settimane di chiusura». Anche per questo, il noto tenore e socio dell’ANCRI Francesco Grollo, “voce ufficiale” della Pattuglia Acrobatica Nazionale, sarà protagonista, nel pomeriggio del 2 giugno, nell’Ospedale Spallanzani di Roma, dello spettacolo benefico «Francesco Grollo per l’Italia Unita e Solidale». Ospite d’eccezione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nella stessa giornata, alle 18, avrà luogo una videoconferenza sui valori della Costituzione organizzata dalla Presidenza nazionale dell’ANCRI e moderata dal vicepresidente Domenico Garofalo. Dopo i saluti del presidente Tommaso Bove, sono previsti gli interventi del socio Onorario Rocco Colicchio, del delegato nazionale per gli affari legali Santi Di Paola, del generale Cosimo Lerario della sezione di Bari, di Maria Carla Bocchino della sezione di Caserta e di Patrizia Caimi della sezione di Pesaro e Urbino.

Il presidente Nazionale Tommaso Bove, il prefetto Francesco Tagliente e il tenore Francesco Grollo interverranno, infine, sempre il 2 giugno, nel programma televisivo “Ci vediamo a Via Veneto” condotto dalla giornalista Chiara Rai e diffuso su Facebook e sul canale di Youtube dedicato, per affrontare insieme il tema dei valori della Festa della Repubblica.

Va segnalato che l’ANCRI opera per divulgare, a tutti i livelli e in ogni forma, i principi e i valori della Costituzione Italiana, specialmente quelli incarnati nei simboli della Repubblica, di cui si promuove la conoscenza storica, la portata ideale, la tutela del decoro. Ma favorisce anche la conoscenza tra i benemeriti della Repubblica, suoi soci, e la collaborazione con analoghi sodalizi, in Italia e all’Estero, che condividono le finalità statutarie proprie dell’ANCRI.

Valori e principi che, quale delegato Ancri per il Belgio, l’Unione Europea, la Nato e gli organismi internazionali, personalmente non perdo mai occasione di ricordare – in questi tempi di cosiddetto “sovranismo”, in cui molti amano considerarsi «patrioti» – sono in gran parte sanciti e protetti dai Trattati sull’Unione Europea. Ma anche e soprattutto dalla nostra carta costituzionale che, all’articolo 10, primo comma, prevede che «l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute». Mentre all’articolo 11 «consente, in condizioni di parità con gli altri Stati», come previsto dai Trattati dell’Unione Europea, «alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».

Questi principi mi hanno ispirato in quasi quarant’anni al servizio delle Istituzioni, nazionali ed europee, e nella difesa dell’Italia in Europa e dell’Europa in Italia. E sono ancora oggi il mio personale riferimento nello svolgimento della funzione di delegato per il Belgio e gli altri organismi internazionali, nonché di coordinatore dell’attività delle 18 delegazioni all’estero, dell’ANCRI. Ed in questo spirito, assieme agli altri delegati, tutti attivissimi nei loro paesi, ci uniremo ai festeggiamenti dei benemeriti in Italia, per riportarne il messaggio nei nostri Paesi di residenza. Che ad oggi sono: Albania, Argentina, Armenia,  Belgio, Canada, Cipro, Frangia, Germania, Giappone, Libano, Nigeria, Malta, Olanda, Regno Unito, Spagna, Tunisia, Ucraina e USA (al link https://www.ancri.it/delegati-esteri/ è consultabile l’elenco dei delegati).

In questo spirito di promozione in Europa e nel resto del mondo dei valori costituzionali italiani, tutelandone anche i simboli, sono assolutamente convinto – come lo sono anche tutti i finanzieri in congedo della mia Sezione ANFI di Bruxelles-Unione Europea – che per essere un vero Patriota italiano bisogna essere capaci non solo di difendere l’Italia in Europa e nel mondo, ma anche di difendere l’Europa in Italia. Anche, e soprattutto, quando questa difesa, in certi momenti, ed oggi più che mai, può metterci contro vento o non tendere all’unanimità dei consensi. Perché è un dovere che, lungi da qualunque connotazione politica, e ancor meno partitica, che non appartiene né all’ANCRI né all’ANFI, devono assolvere, nello spirito degli articoli 10 e 11 della Costituzione repubblicana, tutti coloro che si considerano patrioti italiani e della repubblica. E soprattutto coloro che, per le ragioni ricordate, hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana e l’osservanza della Costituzione e delle leggi, incluse quelle europe. Ed è un dovere nei confronti dei nostri figli e dei figli dei nostri figli, prima ancora che nei confronti di noi stessi.

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