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Giovanni Paolo II Compatrono d’Europa, il suo insegnamento faro per il futuro dell’Unione

Esperto in comunicazione
Giovanni Paolo II Compatrono d’Europa, il suo insegnamento faro per il futuro dell’Unione

Proprio ieri riflettendo sulla grande opportunità che ha l’Europa per nascere davvero ponevo due basi essenziali: l’economia di Francesco e la lezione dell’Albania. C’è un punto, però, che diviene centrale e attuale in questo momento: la figura di San Giovanni Paolo II. Tra due giorni, il 2 aprile, si ricorderà il quindicesimo anniversario di questo grande pontefice che è, senza dubbio alcuno, uno dei principali artefici dell’Europa dei popoli.

Di quel sogno di pace e stabilità mai compiutamente realizzato, quel sogno, in alcuni momenti, divenuto incubo. Giovanni Paolo II, nei suoi 27 anni di pontificato, non si è mai risparmiato su un punto: la necessità di riconoscere le radici cristiane dell’Europa. Realizzare questo passaggio significa attestare un passaggio chiave per una rinascita europea.

Sarebbe bello che Giovanni Paolo II fosse dichiarato compatrono d’Europa, la richiesta arriva dai vescovi della Polonia e andrebbe sostenuta, per quanto possibile, anche dal mondo politico oltre che dai cittadini. Giovanni Paolo II Compatrono d’Europa sarebbe un riconoscimento sancito dalla storia, rappresenterebbe un punto di svolta per le sorti dell’Unione che, avrebbe, una guida vera.

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