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Il Gesù secondo Ravasi

Giornalista
Il Gesù secondo Ravasi

La metafora – già sentita in questi anni –  è ricca di suggestioni. Pensiamo a colui che guardando dalla pubblica piazza  le vetrate di una cattedrale gotica (pensiamo a Chartres, Reims, Milano) non vede che pezzi di vetro scuro tenuti insieme da strisce di piombo altrettanto scure. Ma se entra dentro la chiesa e lancia lo sguardo sulle vetrate in controluce, ne viene rapito dallo splendore di colori, dalla nitidezza di storie e di significati.  L’immagine si può applicare leggendo il nuovo libro del Card. Gianfranco Ravasi, biblista di fama internazionale, autorevole scrittore per riviste e quotidiani, divulgatore in televisione e twittatore acuto e brillante (con oltre 110 mila follower). Un saggio che prova – rimanendo sul registro della metafora iniziale – ad entrare dentro i testi dei Vangeli, meglio ancora indaga con efficacia  quello che gli esegeti chiamano Siz it leben (letteralmente dal tedesco “ambiente vitale”) ovvero il contesto comunitario che si è interrogato sulla domanda fondativa della nuova fede: Voi chi dite che io sia?. Da qui nasce e si sviluppa una Biografia di Gesù secondo i Vangeli, edito da Raffaello Cortina dentro la collana Scienza e Idee fondata dal compianto Giulio Giorello (che con lo stesso  Ravasi ha più volte conversato sulle grandi domande di senso). Ravasi ripercorre in perfetta sintesi la secolare ricerca esegetica ed ermeneutica sui testi evangelici dal sorgere dei più sofisticati metodi di indagine storico-scientifici fino alla riscoperta dell’ebraicità di Gesù e al proliferarsi dei metodi e degli approcci ermeneutici che, insieme, tendono a dar ragione dell’insondabile ricchezza della persona di Gesù, inserito profondamente nel suo ambiente originario e del suo lascito perennemente vitale dei vangeli e della comunità cristiana.

Ne ricaviamo un testo di straordinaria sintesi e verticalità:  l’autore, parafrasando l’inizio dell’evangelo di Luca (Lc 1,1) “racconta in ordine gli avvenimenti accaduti” ovvero i fatti e i detti di Gesù, la sua vicenda storica fino al processo e la condanna capitale per mano romana per giungere all’inaudito messaggio della sua Resurrezione, cuore di tutto il cristianesimo diffusosi nel tempo.

Un evento dirompente che cammina – dice l’autore – sul crinale tra fede e storia e che ha prodotto in pochi decenni un inedito letterario chiamato appunto Vangelo nella sua quadriforme versione dei libretti canonici di Marco, Matteo, Luca e Giovanni.  Libri che – dice Ravasi –  non sono una biografia nel senso stretto storiografico ma un mix affascinante di storia accaduta e interpretazione teologica degli eventi.  Nelle 251 pagine del saggio, l’autore non si ferma solamente alla ricognizione dei testi evangelici presentando gli archi narrativi più importanti; ma offre un’elaborazione delle loro teologie soggiacenti proprio perchè dentro i Vangeli la clamorosa vicenda di Gesù  è passata dagli occhi vividi di chi ha visto fino alle mani degli scriba che le hanno trasformate in racconto con i registri più variegati. 

Dal taglio secco e quasi giornalistico di Marco (primo, secondo gli studiosi, a scrivere) fino allo stile raffinato del vangelo di Luca passando per la ieraticità  del testo di Matteo, il libro ci presenta la questione delle fonti prima sparse (un racconto della Passione e Morte, una fonte chiamata Q con i detti proverbiali del Rabbì di Nazareth, una collezione di miracoli) poi via via elaborate dai primi tre evangelisti riuniti sotto l’accezione di vangeli sinottici, letti diremmo oggi in multi-screen, che si richiamano a vicenda in base alle date plausibili di scrittura elaborate da ormai robusti studi di carattere storico-critico.  E poi – a parte – viene presentato il testo più teologico, quello di Giovanni, che la simbolica successiva gli attribuirà l’immagine dell’aquila che vede l’evento, scrive Victor Hugo nelle sue Contemplazioni come aquila che volando “sale verso i bagliori di Dio”. 

La bellezza – elemento non secondario – del saggio di Ravasi è l’offerta bibliografica a corredo dei capitoli e che fornisce al lettore ulteriori piste di approfondimento. Ma già alla lettura del saggio  si ha una prospettiva per addentrarsi nell’enigma che ruota intorno alla figura del profeta di Nazareth il cui fascino attrae credenti e non, esegeti e musicisti, pittori e filosofi. Un messaggio che interroga – ieri come oggi – il cuore dei cercatori di verità, i viandanti di un messaggio universale valido per dare senso alla vita. In questa nostra società in transizione – ricorda Angelo Scola in un suo recente saggio – l’uomo è attraversato da domande radicali che non cessano di metterlo in discussione, prima fra tutte che destino ultimo è riservato all’umanità.

Ebbene, la lettura del libro di Ravasi ci consegna un utile mappa per incontrare, come un viaggio nella Palestina del primo secolo, la vita e le opere del profeta di Nazareth il cui messaggio è stato così forte e definitivo  da essere letto ancora oggi da un’umanità in cerca di senso. 

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