Politica
Claudio Signorile: “Serve un nuovo soggetto politico riformista capace di svolgere una funzione di equilibrio tra maggioranza e opposizione”
Claudio Signorile, già ministro e storico esponente del socialismo riformista italiano, è stato tra i protagonisti della stagione politica craxiana. Da anni riflette sulla crisi della rappresentanza, mantenendo uno sguardo critico sulle trasformazioni del sistema politico italiano.
Da quali valori bisogna ripartire oggi per ricostruire una cultura politica riformista?
«Dopo libertà ed eguaglianza, valori storici della civiltà occidentale, fraternità e sicurezza rappresentano oggi esigenze universali e pragmatiche. Valori ben presenti nelle civiltà che ci hanno preceduto e delle quali il Mediterraneo è stato la culla. Pensare ogni azione politica partendo dalla centralità del cittadino; ricondurre le scelte istituzionali al primato della persona sullo Stato; riconoscere la dignità umana come fondamento dell’esistenza significa vivere il socialismo come una civiltà nella quale riconoscersi con orgoglio».
Ci sono le basi per rifondare un soggetto politico socialista, oggi?
«Occorre rendere decisiva la forza aggregante del progetto: un movimento federativo di idee e persone, capace di interpretare progresso e innovazione e di dare voce alle energie vive della società italiana. A renderlo necessario sono i conflitti nuovi e quelli mai sopiti, la crisi energetica, economica e strategica. Tutto ciò impone di riesaminare la validità delle scelte compiute, la sostenibilità degli obiettivi e la compatibilità con gli scenari europei e internazionali».
L’Europa politica unita è ancora un obiettivo realistico?
«Se l’Europa politica unita era un’aspirazione, oggi è una necessità. Una scelta ineludibile. Se la globalizzazione consentiva ampi margini di autonomia nazionale, il suo declino spinge verso nuove alleanze di blocco. Un nuovo ordine mondiale si sta delineando».
Da dove ripartire concretamente?
«Abbiamo fermato troppo a lungo il Paese. Oggi bisogna dire meno “No” e più “Sì”: alla ricerca, alla produzione energetica, agli impianti strategici, alle infrastrutture. Paghiamo errori gravissimi, frutto di una debolezza culturale impressionante. Un certo estremismo ambientalista ha trasformato la transizione energetica in una battaglia anti-impresa, rifiutando ogni approccio pragmatico e razionale».
Che cosa significa oggi essere riformisti?
«Il riformismo è un metodo di governo del cambiamento. È analisi, comprensione, previsione. Essere riformisti significa anticipare ciò che il governo deve fare oggi, prima che sia troppo tardi domani. Governare vuol dire preparare il futuro. Il primo obiettivo resta il lavoro, perché è attraverso l’occupazione che si misura la qualità di una politica di sviluppo. L’economia dello sviluppo è alternativa all’economia del ristagno».
L’astensione cresce, serviranno davvero nuovi soggetti politici?
«Ai giovani delusi, agli anziani nostalgici, alle donne e agli uomini rassegnati chiediamo di contribuire alla costruzione di una nuova politica. La decadenza dell’offerta politica produce astensione elettorale a livelli drammatici. Nasce dalla banalizzazione dei problemi, favorita da un sistema mediatico sempre più spettacolarizzato».
La legge elettorale resta il nodo decisivo…
«Certo, perché determina come il voto si trasformi in rappresentanza e quanto potere venga sottratto ai cittadini per concentrarsi nelle segreterie di partito. La preferenza resta centrale affinché il Parlamento dei nominati torni a essere scelto dagli elettori».
Esiste lo spazio per un soggetto socialista riformista?
«Sì. Più che mai. È indispensabile costruire un soggetto politico federativo capace di superare identità consumate, partiti privi di radici e forze politiche da troppo tempo alla ricerca di se stesse. Ripoliticizzare significa risvegliare energie rimaste passive e restituire il desiderio di partecipare. Il socialismo riformista può ancora offrire una visione forte. Oggi più che mai, in un sistema irrigidito da un bipolarismo radicale, esiste lo spazio per un soggetto socialista capace di svolgere una funzione di equilibrio tra maggioranza e opposizione».
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