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Il Papa va avanti, gli altri stanno (abbastanza) indietro

Giornalista e saggista
Il Papa va avanti, gli altri stanno (abbastanza) indietro

Scenario: mattina del 2 maggio, in una sala di Casa Santa Marta. Papa Francesco riceve il Gotha della Federazione Internazionale dei Farmacisti Cattolici.

E rivolge loro un discorso il cui centro è racchiuso in queste frasi: <Vorrei tornare sul vostro ruolo sociale. I farmacisti sono come un “ponte” tra i cittadini e il sistema sanitario. Questo è molto burocratizzato, e per di più la pandemia lo ha messo a dura prova, rallentando, se non a volte paralizzando, le procedure. Ciò comporta, concretamente, per chi è malato maggiori disagi, maggiori sofferenze e, purtroppo, danni ulteriori per la salute. In tale contesto la categoria dei farmacisti offre un duplice contributo al bene comune: alleggerisce il peso sul sistema sanitario e allenta la tensione sociale. Naturalmente questo ruolo va svolto con grande prudenza e serietà professionale, ma per la gente è molto importante l’aspetto della vicinanza – sottolineo questo: la vicinanza -, l’aspetto del consiglio, di quella familiarità che dovrebbe essere propria di un’assistenza sanitaria “a misura d’uomo”. È vero questo. Nei quartieri i farmacisti sono la casa, sono alla mano. Si deve andare dal medico, ma dai farmacisti vai, suoni il campanello e li trovi alla mano: “Prendi questo”, è una cosa più famigliare, più vicina>. Il discorso integrale, comunque breve, è disponibile qui.

Cosa c’è che non va? C’è che a ben guardare, i farmacisti cattolici internazionali non si sa chi siano. Non hanno un sito internet tutto loro, ma li trovi come una sigla all’interno di un gran calderone di associazioni. Sono naturalmente approvati dalla Santa Sede ma anche la scheda presente nel sito internet del Dicastero per i laici la Famiglia la Vita, non riporta contatti “elettronici”. Niente di niente, nel 2022!

Non hanno un canale Twitter e neppure Facebook. Praticamente non esistono. Nel data base delle associazioni della società civile, cui fanno riferimento, trovi il nulla vero e proprio e a 24 ore dall’evento non ci sono notizie in merito all’udienza che pure è un riconoscimento importante.

Insomma nel mondo dei media non esistono. Il Papa avrebbe parlato ad un uditorio presente ma inesistente. Ha espresso concetti importanti, che restano lì.  Ricorda un po’ la canzone “Il deserto” di Giorgio Gaber, quando immagina che la tv parli ad un mondo vuoto: “C’è solo il grande schermo che va avanti / è una follia di indifferenza e presunzione /non si accorge di parlare a gente assente / a un auditorio di cartone. /  Bisogna far qualcosa, qualsiasi cosa, bisogna dirlo / a quella bocca aperta, mandargli un telegramma urgente. / Guardate, non c’è più la gente, bisogna dirlo / al grande schermo, ai dirigenti, alla Demoscopea / la gente è andata via, la gente è andata via / è andata tutta via…”

Sembra una grande metafora della Chiesa di oggi: Papa Francesco parla, qualcuno ascolta, però dietro c’è il vuoto. Chissà come andrà a finire.

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