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Il passato e il futuro divorano il presente: uno strepitoso Stefano Bollani in “Tutta Vita”

Giornalista Pubblicista, Avvocato. Esperta di parità di genere, sicurezza sociale e parità etnica-razziale
Il passato e il futuro divorano il presente: uno strepitoso Stefano Bollani in “Tutta Vita”

Un documentario di poco più di un’ora dove la musica, l’improvvisazione, le parole, le note si rincorrono fitte fitte, una dopo l’altra, si sovrappongono, si mescolano, marciano, poi trottano, poi si alternano al silenzio e a sguardi di chi si intende da anni.

Tutta Vita” è un progetto cinematografico realizzato da Valentina Cenni, già nota al grande pubblico come attrice – musicista – divulgatrice, che sintetizza magistralmente una settimana di preparazione ad un concerto dei più grandi musicisti contemporanei di jazz (Stefano Bollani, Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi)  uniti a tre giovani talenti (Matteo Mancuso, Christian Mascetta, Frida Bollani Magoni).

Stupendo. Avete mai visto un gruppo di amici che si diverte con la musica?

Questi grandi talenti lo fanno continuamente: battono le mani, i piedi, scandiscono ritmi differenti con tutto quello che gli capita a tiro e in ogni momento della giornata in un apparente disordine che poi via via finisce per far intravvedere una sagoma, una forma precisa, un palleggiarsi la palla per lasciare ad ognuno democraticamente il proprio spazio, una storia immaginaria che poi accompagna l’ascoltatore in un viaggio intimo e divertente.

Questa, dicono, è l’improvvisazione del jazz possibile solo se “sei pronto ad accogliere la musica qui e ora” in un esercizio costante e continuo che tutti loro non chiamano mai lavoro ma passione.

Il corpo umano è fatto della stessa materia della musica: le vibrazioni che in “Tutta Vita” vengono esplorate in costante gioco. Una sperimentazione continua dove l’amore è il fil rouge di tutto il documentario e che così si rivela per quello che è: semplicità, gioia, condivisione.

Non ci sono ombre, non ci sono dolori, nè esitazioni. L’amore volge sempre al positivo.

Sullo sfondo, due città del Nordest Italiano: Gorizia (già Capitale Europea della Cultura), dove il documentario è quasi integralmente girato nello storico Palazzo nobiliare dei Lantieri, e Trieste, le rive, il mare, la bora.

Al centro di tutto la musica che si forgia nel momento stesso che viene celebrata. Non esiste ieri e non esiste domani, le vibrazioni che contano sono solo quelle del presente per non ripetere quello che è già stato e non preoccuparsi di quello che sarà.

E se improvvisando si commettono degli errori? Non importa, come ha ricordato lo stesso Bollani “Dio si diverte a guardare il talento degli uomini nello sbagliare”.

E’ l’errore che caratterizza la natura umana, per questo quando l’uomo segue una traiettoria il destino lo mette alla prova, per vedere se ha imparato a non sbagliare. Se facesse la cosa giusta si eleverebbe a Dio e invece no, lui ostinato, ignaro e recidivo sbaglia sempre.

E resta uomo.

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