Economia
Gli italiani tornano a fidarsi della Pa grazie a digitalizzazione e semplificazione: imprese e investitori ringraziano
Dal Country Report della Commissione europea emerge un netto miglioramento della percezione dei cittadini sulla Pubblica amministrazione, costruendo un ambiente più favorevole alla crescita
C’è un indicatore che raramente entra nel dibattito economico, ma che incide direttamente sulla capacità di un Paese di crescere, attrarre investimenti e sostenere la competitività delle imprese: la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Perché dietro ogni autorizzazione, ogni pratica amministrativa, ogni investimento pubblico o privato, esiste una variabile spesso invisibile ma decisiva: la qualità percepita della macchina amministrativa.
È in questa prospettiva che assume particolare rilevanza quanto emerge dal Pacchetto di Primavera del Semestre Europeo 2026. Nel Country Report dedicato all’Italia, la Commissione europea registra un miglioramento significativo della percezione della Pubblica amministrazione da parte dei cittadini. La quota di coloro che considerano l’amministrazione pubblica eccessivamente complessa e gravata dalla burocrazia si è ridotta di 14 punti percentuali rispetto al 2023. Oggi i giudizi negativi si attestano al 39%, sostanzialmente in linea con la media europea del 38%. Il dato va letto oltre il suo valore statistico. Per anni la burocrazia italiana è stata considerata uno dei principali fattori di freno alla produttività del sistema economico. Tempi lunghi, procedure complesse e frammentazione amministrativa hanno rappresentato costi indiretti per cittadini e imprese, incidendo sulla capacità di realizzare investimenti e di cogliere opportunità di crescita. Il fatto che la percezione stia cambiando suggerisce che una parte delle trasformazioni avviate negli ultimi anni stia iniziando a produrre effetti tangibili. Non si tratta soltanto di un tema di soddisfazione degli utenti. Le istituzioni internazionali considerano da tempo la qualità amministrativa una componente strutturale della competitività di un Paese. Un’amministrazione efficiente riduce l’incertezza, accelera i processi decisionali e migliora l’ambiente economico in cui operano imprese e investitori. In questo senso la fiducia diventa un indicatore economico prima ancora che politico.
La Commissione europea individua alcuni elementi specifici che hanno contribuito al miglioramento. Tra questi figura la crescente fiducia di cittadini e imprese nella capacità della Pubblica amministrazione di gestire dati e informazioni secondo criteri di sicurezza e responsabilità. Un aspetto particolarmente rilevante in una fase in cui digitalizzazione, interoperabilità e utilizzo dei dati rappresentano infrastrutture essenziali per il funzionamento dell’economia. Accanto a questo, Bruxelles riconosce i progressi compiuti sul fronte della semplificazione amministrativa. Il riferimento è alla digitalizzazione degli sportelli pubblici, all’interoperabilità delle banche dati e agli strumenti introdotti per rendere più trasparente il rapporto tra amministrazione e utenti, come il portale Italia Semplice.
Ma il punto non è soltanto tecnologico. Ciò che emerge dal rapporto europeo è un cambiamento più profondo: la Pubblica amministrazione non viene più valutata esclusivamente per la sua capacità di gestire procedure, ma per il contributo che può offrire alla competitività del sistema economico. Ridurre tempi, costi e complessità amministrative significa infatti migliorare l’ambiente in cui operano imprese e investitori.
È qui che il dato sulla fiducia assume un significato che va oltre la percezione dei servizi pubblici. Perché una macchina amministrativa più efficiente non rappresenta soltanto un obiettivo di buon governo, ma una condizione sempre più rilevante per sostenere investimenti, accelerare i processi decisionali e rafforzare la capacità di crescita del Paese. In un’Europa che misura sempre di più la propria competitività sulla qualità delle istituzioni, anche l’efficienza della Pubblica amministrazione diventa un indicatore economico.
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