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Il sasso nello stagno ovvero la polpetta avvelenata

Giornalista e saggista
© napa-institute.org
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Il lancio del sasso, o della polpetta avvelenata viene addirittura dal The Wall Street Journal che qualche giorno fa ha pubblicato un articolo dal titolo “Can Pope Francis Head Off a Schism?”

E il tema al centro dell’attenzione riguarda la Germania, con il “Sinodo” in corso, che a quanto pare vorrebbe deliberare su temi controversi come la sessualità, il ruolo dei laici, e sovvertire qualche regola aurea della Chiesa. Come nota in maniera un po’ malevola l’autore dell’analisi, “eppure i vescovi tedeschi hanno scelto di non concentrarsi sulla pulizia della propria casa (cioè lo scottante dossier sugli abusi, ndr) e sulla diffusione del messaggio salvifico di Gesù Cristo. Invece, stanno cercando di costruire la fiducia con i loro concittadini rompendo con la fede a favore delle moderne norme culturali” (leggi: sì all’omosessualità, magari qualche deroga al celibato, ndr).

Il Vaticano sta cercando di fare il possibile per fermare la deriva della Chiesa tedesca che “cede” alla società contemporanea e l’articolista nota come il processo sinodale sia sì voluto dal Papa, e tuttavia Francesco sia l’unico a poter bloccare davvero le tendenze eccessivamente riformatrici. Lo ha fatto con il Sinodo sull’Amazzonia, dicendo no alle richieste di ordinare uomini sposati di provata fede e specchiata vita morale. D’altra parte ha chiesto un cammino sinodale alla Chiesa italiana per uscire dalla palude in cui si trova. E comunque il Vaticano ha ultimamente pubblicato dei documenti che frenano i desideri dei settori più progressisti, come è avvenuto recentemente con il ‘no’ della Congregazione per la Dottrina della Fede alla ‘benedizione’ per le coppie dello stesso sesso. Conclusione: “Mentre i tedeschi si lanciano verso una rottura con Roma, i cattolici di tutto il mondo dovrebbero prestare attenzione. Una divisione che inizia lì si diffonderebbe molto di più. Avrebbe sicuramente trovato la sua strada nel resto dell’Europa, nelle Americhe e nel resto del mondo. L’arcivescovo di Colonia ha affermato lo scorso anno che ‘il peggior risultato sarebbe se il percorso sinodale portasse a uno scisma’. Ha ragione, e i fedeli contano su Papa Francesco per fermarlo”.

Ineccepibile a leggerlo così, no? E poi se addirittura l’autorevolissimo The Wall Street Journal interviene, dobbiamo arrenderci all’evidenza! Invece il sasso dello “scisma” nasconde una polpetta avvelenata e le analisi sono proprio di parte e dunque inaffidabili. Facciamo un po’ di tara.

Prendiamo l’ultima frase che ho trascritto. L’arcivescovo di Colonia non è certo rappresentativo di tutta la Chiesa tedesca, tutt’altro. Quindi la sua opinione vale non molto. “I tedeschi si lanciano verso una rottura con Roma”? Veramente è tutto da dimostrare. E “i fedeli contano su Papa Francesco per fermare uno scisma”? Personalmente io sono un fedele e non ci conto, perché uno “scisma” è sempre sventolato come spauracchio dai conservatori quando si ostinano a non vedere i problemi concreti. Per la Chiesa tedesca la questione degli abusi è esplosa ed è esplosiva e qualcosa devono fare. Stanno perdendo fedeli e soldi e mantenere le strutture comincia ad avere costi altissimi. E’ l’assetto di tutta la Chiesa cattolica nel mondo occidentale ad essere in questione. Ma di questo naturalmente non si parla!

Tuttavia la ciliegina sulla torta è il nome e la provenienza dell’autore dell’articolo.  Qui si tratta di Tim Busch, fondatore del Napa Institute, che viene definito una “organizzazione laica cattolica”. Peccato, per il peccato di omissione. Il Napa Institute, in California, è capofila dell’opposizione a Papa Francesco e promuove incontri e conferenze sui più classici temi della spiritualità e della difesa della vita, con tanto di esposizione di reliquie di santi, da Giovanni paolo II a Faustina Kowalska e Padre Pio, come accadrà a luglio prossimo. Che ne possono sapere di Chiesa tedesca e questioni di geopolitica cattolica europea?  Finanziato dai settori più conservatori legati alla destra politica, il Napa negli ultimi anni ha avviato una serrata propaganda contro il pontificato. Adesso a quanto pare abbiamo un cambio di strategia: cercare contatti con il mondo finanziario rappresentato da The Wall Street Journal e presentarsi con delle rispettabili analisi. Operazione di facciata. E’ solo l’avvio di una nuova fase della polarizzazione ecclesiale in atto. E sono sempre i vescovi Usa i primi a far finta di non vedere quale cattolicesimo abbiano in casa, conservatore e sostanzialmente contro il Papa.

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