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Io sto con Rienzi, e non trovo nulla di scandaloso nel calendario Codacons 2021

Io sto con Rienzi, e non trovo nulla di scandaloso nel calendario Codacons 2021

Non capisco davvero il polverone suscitato dal calendario 2021 del Codacons.

Dedicato all’Italienza, cioè alla resilienza dell’Italia. Protagoniste delle dodici tavole mensili, in bianco e nero, tratto distintivo dello stile dei lavori della celebre fotografa romana Tiziana Luxardo, sono state altrettante donne che hanno posato simbolicamente vestite solo da una mascherina, in una cartolina con tanto di francobollo, che secondo le intenzioni del Codacons vogliono rimandare a un tempo che non c’è più. Quando i saluti venivano scritti e non inviati con il cellulare. Il calendario si chiude con il ritratto di una donna in età più matura che diventa occasione di riflessione sul virus che, colpendo tutti senza distinzioni, ha scardinando il mito dell’eterna giovinezza.

È noto che le cartoline di ogni città o luogo illustrano da sempre gli aspetti esteticamente più avvincenti del paesaggio che si vuole inviare assieme ai saluti.

Non capisco quindi gli accesi commenti critici da parte di tanti soloni del bon ton che ho letto e ascoltato su stampa e media.

Se non fosse che tali anche veementi critiche vengono da personaggi al di sopra di ogni sospetto, mi verrebbe da pensare che Carletto (come lo chiamano a radio 24) Rienzi, Presidente della principale associazione italiana a difesa dell’ambiente e dei consumatori, abbia escogitato un’altra operazione pubblicitaria per promuovere il Codancons. Perché sono certo che, grazie soprattutto alle critiche, il calendario andrà a ruba, e qualcuno dei suoi francobolli diventerà una specie di Gronchi rosa.

Ho sentito donne e uomini che pure stimo scagliarsi contro questo calendario in modo davvero sorprendente e ingiustificato, a mio modesto avviso. Non essendo un critico d’arte, tantomeno fotografica.

Il Cocacons è noto, realizzare ogni anno un Calendario volto a sensibilizzare i cittadini e le Istituzioni su di una particolare problematica.

Il Calendario 2016, ad esempio, era intitolato “Siamo uomini o caporali…”. Con dodici scatti in bianco nero descriveva l’odioso fenomeno del caporalato in Italia, con riferimento agli abusi perpetrati in danno delle donne. Quello 2018, invece, era finalizzato a diffondere la conoscenza dei diritti sessuali delle persone diversamente abili, nell’ottica del rispetto dei principi costituzionali che tutelano la parità dei diritti in ogni settore dell’esistenza e la piena e libera estrinsecazione della personalità di ciascuno, nell’ambito della propria vita anche di relazione.

Quest’anno invece, dice Rienzi, “anche e soprattutto in ragione della gravissima situazione che ha visto coinvolto il nostro paese in ogni suo aspetto (sanitario, sociale ed economico), si è scelto di trattare il più che mai attuale tema della rinascita dell’Italia post Covid”. E allora? Cosa c’è di male nell’identificarla con la bellezza italiana che la pandemia (simbolizzata dalla mascherina) non riuscirà a deturpare e sconfiggere?

Le fotografie di Tiziana Luxardo, che da anni collabora con l’Associazione per la realizzazione dei calendari, oltre ad essere opere di una donna al di sopra di ogni sospetto del volere mercificare il corpo femminile, lo sono di un’intelligenza creativa che perfettamente si sposa con le campagne sociali del Codacons.

L’intento dichiarato nel Codacons, come testimoniato dal titolo, è quello di cristallizzare e diffondere quanto più possibile un messaggio di coraggio e di speranza ad un paese come l’Italia, piegato dalle devastanti conseguenze dell’epidemia, che certamente è, e sarà, in grado di rialzarsi più forte di prima.

La scelta del nudo, quindi, lungi dall’essere, come da alcuni bacchettoni sostenuto, “una mercificazione e reificazione del corpo della donna, con le gravi conseguenze di renderla oggetto (…) tesa ad asservire la sua subordinazione a cosificazione sessuale, depredandola della sua identità”, si innesta, secondo l’associazione dei consumatori, “nell’esperienza estetica del nudo d’arte che, come insegna la storia, si insinua su un piano rappresentazionale, in una dimensione ben distinta da quella reale immediatamente percepibile”.

Sin dall’inizio dei tempi la nudità ha assunto un carattere iconografico, ricorda giustamente Rienzi, e da sempre i corpi nudi hanno costituito uno strumento privilegiato per veicolare precisi messaggi.

E allora?

Forse guasta che le 12 donne siano tutte belle?. E 11 di queste persino giovani. E allora?

L’immagine dell’Italia laureata, riprodotta sul dritto della moneta da 100 lire, così come la raffigurazione della Dea Minerva riportata sul rovescio, erano di donne belle, e forse neppure troppo in la con gli anni? Un peccato? Un’orribile offesa e uno scempio per il vetero femminismo che nulla ha a che fare con il vero e sacrosanto rispetto delle donne? E la giovane e bella Marianne, simbolo allegorico della Repubblica Francese, anche quella, nella patria della Rivoluzione, del ‘68 e del femminismo, un orribile gesto maschilista d’oltre Alpe?

Cerchiamo di essere seri, per favore! Siamo figli della civiltà greca, che idealizzava la bellezza. Nei documentari e nei dépliant turistici sul nostro Paese, oltre che sulle cartoline, è solito vedere le piazze e le strade più belle, un po’ meno quelle di periferia. E che male c’è?

Sono certo che Rienzi ed il Codacons, in altri momenti, non avranno difficoltà a fare campagne, e anche calendari, sulla diversità della bellezza umana, e non solo di genere. A cominciare da quella interiore. Più difficile da vedere, e spesso da capire, e non meno importante. Ma non era questo il tema del calendario 2021. Era altro.

Dunque, di cosa stiamo parlando?

Vogliamo forse dimenticare che il Codacons si è sempre dimostrato particolarmente sensibile alle tematiche riguardanti la violenza nei confronti delle donne, tanto da offrire a tutte coloro che sono vittime di atti persecutori delle consulenze gratuite, sia legali che psicologiche? Accusare l’Associazione, dove peraltro ho sempre riscontrato una grande presenza femminile, di essere maschilista o di non avere sensibilità sul tema, lo considero davvero curioso.

E mi chiedo perché non vi sia stata la stessa alzata di scudi per la mostra “L’arte dell’amore non violento nell’antica Roma”. Un “percorso” realizzato dal Codacons attraverso l’arte e le opere custodite presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli che abbracciava tutte le sfaccettature con cui l’arte antica, descriveva la femminilità, la sensualità, e la passionalità, gli impeti più profondi dell’uomo e la dolcezza dell’affettività, aperta anche alle scuole medie e superiori di tutta Italia per spiegare agli studenti, attraverso l’ausilio di psicologi ed esperti, il rapporto tra affettività e sesso, integrando la psicologia all’arte in modo da individuare una chiave differente per parlare ai giovani d’amore, erotismo e sensualità e combattere i fenomeni di bullismo e violenza sulle donne, purtroppo in costante crescita in Italia. Perché l’associazione non è stata accusata di corruzione di minori?

Penso davvero che abbiamo bisogno di maggiore serietà, forse più della resilienza, nel nostro Paese. E soprattutto di maggiore buonsenso.

Dico quindi bravo a Carlo Rienzi, e bravi alle tante donne ed agli uomini del Codacons. Per la loro opera meritoria al servizio dei consumatori, che lo sono tutti i cittadini, ancora più che per questo bello e intelligentemente e artisticamente provocatorio calendario. Del quale andrò a cercarmi subito una copia, perché sono certo che, grazie ai suoi grandi critici, presto diventerà introvabile.

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