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La fumata era bianca. Un racconto. 3

Giornalista e saggista
La fumata era bianca. Un racconto. 3

Riassunto: il nuovo Papa è stato eletto ma nella Sistina si continua a discutere. Sono stati chiamati anche i cardinali non elettori. Intanto in Piazza San Pietro lo sconcerto aumenta.

Alle cinque della sera

Piazza San Pietro era strapiena come non si vedeva da molti anni. Dai finestroni della loggia centrale della Basilica vaticana lo spettacolo diventava impressionante: la folla era compatta, silenziosa, soprattutto sgomenta dopo sei ore di attesa. I lampi dei flash trasmettevano una luce praticamente continua e lungo via della Conciliazione si allungava la coda del serpente umano in attesa di un annuncio che inspiegabilmente non arrivava. Non ancora. Le dirette televisive si susseguivano anche se non c’era più niente da dire per il semplice motivo che non c’era mai stato niente da dire. Poi un boato, quando la vetrata della loggia centrale si apre e dal basso finalmente si aspetta l’annuncio. Alle cinque della sera le agenzie stampa tutte insieme irrompono nei monitor dei media, mentre le dirette tv si susseguono. Anche se la gara a chi arriva prima a dare l’annuncio è inutile, dopo sei ore.

++++++BREAKING NEWS

++++++THE VATICAN IS ANNOUNCING THE NEW POPE AP 06-15-2077 17.23.50 ROME TIME

++++++URGENT NOW IS ARRIVING THE NEW POPE’S NAME REUTERS 06-15-2077 17.23.50 ROME TIME

+++++ FLASH FLASH FLASH IL VATICANO ANNUNCIA IL NUOVO PAPA. SI APRE LA FINESTRA DELLA LOGGIA CENTRALE DELLA BASILICA DI SAN PIETRO ANSA 06-15-2077 17.23.50 GMT+1

Il cardinale camerlengo non aveva mai visto una tale folla ondeggiante e rumoreggiante e dall’alto della loggia centrale lo spettacolo lasciava senza fiato. Faceva paura, anche; si sentiva inerme e indifeso, nonostante la loggia fosse collocato in tutta sicurezza qualche decina di metri più in alto; allo stesso tempo si trovava letteralmente avvolto dalla enorme massa di persone, di sguardi, e dopo qualche secondo si poteva avvertire una presenza nuova: il silenzio spettrale, tutti ad aspettare. E lui non aveva neppure pensato a cosa dire, travolto come tutti dalla concitazione e dallo stress di quelle ore.

Tuttavia doveva parlare.

«Fratelli e sorelle sono il cardinale camerlengo e vi saluto tutti cordialmente. La fumata è stata bianca, lo sapete e abbiamo il nuovo Papa».

Due frasi semplici, cadute nel silenzio totale. Nessuna reazione. Tutti lì sotto, di nuovo, avevano compreso che qualcosa non andava. Il rituale non era quello di sempre: c’era solo il camerlengo sulla loggia, nessun altro. Respirò, si fece forza, fissando un punto lontano, all’orizzonte, aggrappandosi con vigore alla balaustra di marmo.

«Fratelli e sorelle: viviamo un momento di passaggio molto importante. Il nuovo Papa è stato eletto, tuttavia ancora non ha sciolto la riserva. Serviranno alcuni giorni prima che accetti in modo definitivo e servono dei giorni prima di far sapere a voi, al mondo intero, alla Chiesa cattolica, chi sarà il nuovo Vicario di Cristo. Siete sconcertati, siamo sconcertati. Noi cardinali vi chiediamo di aspettare, come stiamo facendo noi. Grazie della vostra presenza ma ora andate a casa e tutti noi cardinali vi chiediamo di pregare, ovunque vi troviate, perché le vostre preghiere ci trasmettono la forza e la determinazione di cui abbiamo bisogno per affrontare le sfide di questi tempi. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!».

Aveva parlato di getto, tutto di un fiato, anche l’italiano gli era venuto bene, non aveva incespicato né storpiato qualche parola come spesso capitava.

3- continua

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